domenica 16 novembre 2014
Messaggio del 2 Novembre 2014 a Mirjana- Medugorje
"Cari figli, sono con voi con la benedizione di Mio Figlio. Sono
con voi che mi amate e che cercate di seguirmi. Io desidero essere Madre
anche di tutti voi che non mi accettate. Apro il Mio
Cuore pieno di amore a tutti voi e vi benedico con le Mie Mani Materne.
Sono una Madre che Vi comprende. Ho vissuto la vostra vita e ho vissuto
le stesse vostre sofferenze e gioie. Voi che vivete il dolore,
comprendete il Mio dolore e la Mia sofferenza per quei miei figli che
non permettono che li illumini la luce di Mio Figlio. Quei miei figli
che vivono nella tenebra. Perciò ho bisogno di voi, voi che siete stati
illuminati dalla Luce e che avete compreso la verità vi invito ad
adorare Mio Figlio affinché la vostra anima possa crescere e giungere
alla vera spiritualità. Apostoli miei, solo allora potrete aiutarmi.
Aiutare Me significa pregare per coloro che non hanno conosciuto l’amore
di Mio Figlio. Pregando per loro, voi mostrate a Mio Figlio che Lo
amate e che Lo seguite. Mio Figlio mi ha promesso che il male non
vincerà mai perché ci siete voi, le anime dei giusti. Voi che cercate di
dire le vostre preghiere con il cuore, voi che offrite a Mio Figlio i
vostri dolori e le vostre sofferenze, voi che comprendete che la vostra
vita è solo un battito di ciglia, voi che bramate il regno celeste,
tutto ciò vi rende Miei apostoli e vi conduce al Trionfo del Mio Cuore.
Perciò figli miei, purificate i vostri cuori e adorate Mio Figlio. Vi
ringrazio."
giovedì 13 novembre 2014
SANT’AGOSTINA PIETRANTONI
Suora martire (1864-1894) 13 novembre
Livia Pietrantoni nacque in una povera famiglia di contadini a Pozzaglia Sabina, vicino a Rieti, il 27 marzo 1864; a ventidue anni entrò nelle Sorelle della Carità di S, Giovanna Antida Thouret, a Roma, prendendo il velo il 3 agosto 1887, con il nome di Agostina.
VIDEO-STORIA
Nei due anni successivi svolse varie mansioni all’ospedale Santo Spirito della città, poi, nell’estate del 1893, cominciò ad assistere pazienti affetti da tubercolosi e, al momento della professione dei voti, nel settembre del 1893, aveva già contratto quella malattia, a quel tempo incurabile; soffrì molto, non solo fisicamente, ma anche
spiritualmente, dato che sopportò pazientemente anche il risentimento
dei pazienti nei suoi confronti, esacerbato dal clima anticlericale che in quell’epoca dilagava in Italia.
Uno di questi pazienti, Giuseppe Romanelli, più violento degli altri, alla fine fu cacciato dall’ospedale per il comportamento aggressivo; questi si convinse, senza alcun motivo, che Agostina fosse responsabile della sua espulsione e
progettò di vendicarsi. Alla fine, il 13 novembre 1894, entrò
nell’ospedale dalla porta principale incustodita, e si nascose nel vano
di un corridoio attendendo l’arrivo di Agostina, poi la pugnalò
ferocemente sette volte;
anche se la giovane riuscì a chiedere aiuto, i soccorsi giunsero troppo
tardi per evitarle la morte, che sopraggiunse mentre rassicurava la
superiora di non preoccuparsi per lei, perché moriva felice.
Il popolo di Roma la considerò un’eroina,
non solo per le circostanze violente della sua morte, ma per la carità,
la sincerità, l’apertura e il fervente spirito di preghiera, che la
caratterizzarono. Le spoglie sono rimaste a Campo Verano fino al 15 marzo 1941, allorché sono state trasferite nella chiesa della casa madre della congregazione.
E stata beatificata da papa Paolo IV (1963-1978) il 12 novembre del 1972 e canonizzata da Giovanni Paolo II il 18 aprile 1999.
E stata beatificata da papa Paolo IV (1963-1978) il 12 novembre del 1972 e canonizzata da Giovanni Paolo II il 18 aprile 1999.
LA PREGHIERA DI INTERCESSIONE
Fonte: Il primo grande dizionario dei santi di Alban ButlerLetture di giovedì 13 novembre 2014
LETTURE DI GIOVEDÌ
13 novembre 2014
XXXII Settimana del Tempo Ordinario – Anno II
La mia preghiera giunga fino a te; tendi, o Signore, l’orecchio alla mia preghiera.
PREGHIERA DEL MATTINO
Dio grande e misericordioso, allontana ogni ostacolo nel nostro cammino verso di Te, perché, nella serenità del corpo e dello spirito, possiamo dedicarci liberamente al Tuo servizio. Per Cristo nostro Signore. AmenPRIMA LETTURA
Fm 1, 7-20 – Dalla lettera di San Paolo apostolo ai Filèmone
Fratello, la tua carità è stata per me motivo di grande gioia e consolazione, perché per opera tua i santi sono stati profondamente confortati. Per questo, pur
avendo
in Cristo piena libertà di ordinarti ciò che è opportuno, in nome della
carità piuttosto ti esorto, io, Paolo, così come sono, vecchio, e ora
anche prigioniero di Cristo Gesù. Ti prego per Onèsimo, figlio mio, che
ho generato nelle catene, lui, che un giorno ti fu inutile, ma che ora è
utile a te e a me. Te lo rimando, lui che mi sta tanto a cuore. Avrei
voluto tenerlo con me perché mi assistesse al posto tuo, ora che sono in
catene per il Vangelo. Ma non ho voluto fare nulla senza il tuo parere,
perché il bene che fai non sia forzato, ma volontario.
Per questo forse è stato separato da te per un momento: perché tu lo
riavessi per sempre; non più però come schiavo, ma molto più che
schiavo, come fratello carissimo, in primo luogo per me, ma ancora più
per te, sia come uomo sia come fratello nel Signore. Se dunque tu mi
consideri amico, accoglilo come me stesso. E se in qualche cosa ti ha offeso o ti è debitore, metti tutto sul mio conto.
Io, Paolo, lo scrivo di mio pugno: pagherò io. Per non dirti che anche
tu mi sei debitore, e proprio di te stesso! Sì, fratello! Che io possa
ottenere questo favore nel Signore; da’ questo sollievo al mio cuore, in
Cristo!
C: Parola di Dio.A: Rendiamo grazie a Dio.
SALMO RESPONSORIALE
Sal 145RIT: Beato chi ha per aiuto il Dio di Giacobbe.
Il Signore rende giustizia agli oppressi, dà il pane agli affamati. Il Signore libera i prigionieri. RIT
Il Signore ridona la vista ai ciechi, il Signore rialza chi è caduto, il Signore ama i giusti, il Signore protegge i forestieri. RIT
Egli sostiene l’orfano e la vedova, ma sconvolge le vie dei malvagi. Il Signore regna per sempre, il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione. RIT
CANTO AL VANGELO
Alleluia, Alleluia.Io sono la vite, voi i tralci, dice il Signore; chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto.
Alleluia.
VANGELO
Lc 17, 20-25Dal Vangelo secondo Luca
Disse poi ai discepoli: «Verranno giorni in cui desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell’uomo, ma non lo vedrete. Vi diranno: “Eccolo là”, oppure: “Eccolo qui”; non andateci, non seguiteli. Perché come la folgore, guizzando, brilla da un capo all’altro del cielo, così sarà il Figlio dell’uomo nel suo giorno. Ma prima è necessario che egli soffra molto e venga rifiutato da questa generazione».
A: Lode a Te o Cristo.
COMMENTO
I silenzi di Dio.Il popolo d’Israele, al tempo di Gesù, era stanco di subire esilii e sopraffazioni. Sotto questa forte pressione psicologica, che feriva l’orgoglio di sentirsi prima prediletto e poi umiliato dal Signore degli eserciti, autore da sempre delle loro vittorie e del loro riscatto dalle diverse schiavitù, pensavano e attendevano il Messia prefigurandolo come un nuovo e più potente liberatore, capace di ricondurre Israele ai passati
PREGHIERA DELLA SERA
O Dio, ci proponi di vivere in terra come
cittadini del cielo, d’essere nel mondo come lievito che vivifica.
Poiché nulla è impossibile a Te, donaci l’energia dello Spirito che ci
aiuti a conformarci a Cristo nostro Signore. n cambio Ti affidiamo, le
gioie e le fatiche, le rinunce e gli atti di carità che siamo riusciti a
fare in questo giorno e Ti ringraziamo con tutto il cuore per tutto
quello che fai per noi e ci dai ogni giorno. Amen.
mercoledì 12 novembre 2014
Letture di mercoledì 12 novembre 2014
XXXII Settimana del Tempo Ordinario – Anno II
Darò a voi dei pastori secondo il mio cuore, essi vi guideranno con sapienza e dottrina.
PREGHIERA DEL MATTINO
Suscita nella Chiesa, o Padre, il Tuo Santo Spirito, che mosse il vescovo san Giosafat a dare la vita per il suo popolo, perché fortificati dallo stesso Spirito, non esitiamo a donare la nostra vita per i fratelli. AmenPRIMA LETTURA
Tt 3, 1-7 – Dalla lettera di San Paolo apostolo a Tito.
Carissimo, ricorda [a tutti] di essere sottomessi alle autorità che governano, di
obbedire, di essere pronti per ogni opera buona; di non parlare male di nessuno, di evitare le liti, di essere mansueti, mostrando ogni mitezza verso tutti gli uomini.
Anche noi un tempo eravamo insensati, disobbedienti, corrotti, schiavi di ogni sorta di passioni e di piaceri, vivendo nella malvagità e nell’invidia, odiosi e odiandoci a vicenda. Ma quando apparvero la bontà di Dio, salvatore nostro, e il suo amore per gli uomini, egli ci ha salvati, non per opere giuste da noi compiute, ma per la sua misericordia, con un’acqua che rigenera e rinnova nello Spirito Santo, che Dio ha effuso su di noi in abbondanza per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro, affinché, giustificati per la sua grazia, diventassimo, nella speranza, eredi della vita eterna.
C: Parola di Dio.Anche noi un tempo eravamo insensati, disobbedienti, corrotti, schiavi di ogni sorta di passioni e di piaceri, vivendo nella malvagità e nell’invidia, odiosi e odiandoci a vicenda. Ma quando apparvero la bontà di Dio, salvatore nostro, e il suo amore per gli uomini, egli ci ha salvati, non per opere giuste da noi compiute, ma per la sua misericordia, con un’acqua che rigenera e rinnova nello Spirito Santo, che Dio ha effuso su di noi in abbondanza per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro, affinché, giustificati per la sua grazia, diventassimo, nella speranza, eredi della vita eterna.
A: Rendiamo grazie a Dio.
SALMO RESPONSORIALE
Sal 22RIT: Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.
ad acque tranquille mi conduce. RIT
Rinfranca l’anima mia, mi guida per il giusto cammino a motivo del suo nome. RIT
Anche se vado per una valle oscura, non temo alcun male, perché tu sei con me. Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza. RIT
Davanti a me tu prepari una mensa sotto gli occhi dei miei nemici. Ungi di olio il mio capo; il mio calice trabocca. RIT
Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne tutti i giorni della mia vita, abiterò ancora nella casa del Signore per lunghi giorni. RIT
CANTO AL VANGELO
Alleluia, Alleluia.In ogni cosa rendete grazie: questa infatti è volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi.
Alleluia.
VANGELO
Lc 17, 11-19 – Dal Vangelo secondo Luca
Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samarìa e la Galilea.
Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio
a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per
ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati
purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno
che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo
straniero?». E gli disse: «Àlzati e va'; la tua fede ti ha salvato!».
C: Parola del Signore.A: Lode a Te o Cristo.
COMMENTO
La fede e la gratitudine, la guarigione e la salvezza.Il Signore nel suo peregrinare tra le miserie del mondo incontra tutte le nostre umane povertà fisiche e spirituali e a tutti, senza distinzione, offre il suo divino soccorso. L’universalità e l’imparzialità della sua missione gli viene riconosciuta anche dai suoi peggiori nemici. I discepoli dei farisei gli dicono: “Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità e non hai soggezione di
PREGHIERA DELLA SERA
Signore nostro Dio, la gioia di cui
abbiamo fame, dipende da Te e da noi. Il Tuo apporto non viene mai a
mancare, ma il nostro è soggetto a mille incostanze. Rinvigorisci i
nostri propositi e rendici degni di portare il nome di Cristo Tuo Figlio
e nostro Signore. In cambio Ti affidiamo, le gioie e le fatiche, le
rinunce e gli atti di carità che siamo riusciti a fare in questo giorno e
Ti ringraziamo con tutto il cuore per tutto quello che fai per noi e ci
dai ogni giorno. Amen.
NOVENA ALLA MADONNA DELLA SALUTE
Dossobuono (VR)
Verso la fine del secolo XIX vi fu un vivace dibattito sulle origini del Santuario fra autori che sottolineavano maggiormente gli eventi miracolosi e altri che sostenevano invece la necessità di maggior prudenza e rigore storico. In questo contesto trovarono la loro origine alcuni fatti, tramandati a voce dagli anziani, che pur riferendosi a episodi reali, risultavano amplificati o distorti dalla sensibilità e religiosità popolare.
I documenti a noi disponibili sono costituiti da alcuni fogli, conservati presso l’Archivio storico della Curia vescovile, contenenti una relazione scritta e due verbali di interrogatori sull’origine del culto a questa immagine. La storia, come risulta dalla lettura comparata di questi documenti, è la seguente: nell’estate del 1740, il signor Luigi Borella, di professione orefice, passeggiando nel chiostro della chiesa di S. Eufemia, notò una statua della Madonna distesa per terra.
Era finita là, a causa di alcuni lavori. La comprò per mezzo ducato e la portò in un suo podere, dove fece costruire un capitello, una volta benedetta ve la posizionò sopra. Ma fu solo successivamente che accaddero fatti inspiegabili.
Nel gennaio del 1741 il signor Borella diede inizio ai lavori per la costruzione di una stalla nei pressi del capitello, ma a circa 120 metri dovette fermarsi trovandosi alla presenza di una vena d’acqua. In paese si venne a sapere il fatto e subito accorsero e ne attestarono i benefici.
Il vescovo stabilì che il territorio su
cui sorgeva il capitello fosse sotto la giurisdizione della parrocchia
di Dossobuono. Con le offerte che giungevano dai devoti seguì la
costruzione della chiesa
LA NOVENA ALLA MADONNA DELLA SALUTE
Vergine Maria che sei invocata sotto il
titolo di Madonna della Salute perché Madre del Salvatore nostro Gesù,
concedimi il dono della salute dell’anima mettendomi in grazia di Dio e
ricevendo i Santissimi Sacramenti. Intercedi per la salute del corpo,
per la maggior gloria di Dio e il bene delle nostre anime.
Ave Maria…Madonna della Salute, prega per noi
Vergine Maria, Madonna della Salute, che rispondi sempre pietosa ai lamenti di chi soffre, ottienimi dal Signore la grazia di sopportare con pazienza le mie sofferenze, facendomi comprendere quale tesoro di sapienza e di bontà sia nascosto in esse.
Ave Maria…
Madonna della Salute, prega per noi
Vergine Maria, Madonna della Salute, perché consolatrice degli afflitti e salute degli ammalati, ottienimi la grazia della salute del corpo, guarendomi dai mali presenti, da ogni infestazione diabolica e donami vigore sufficiente per compiere i doveri del mio stato.
Ave Maria…
Madonna della Salute, prega per noi
O Maria, Salute degli Infermi che sei stata testimone sulla terra delle sollecitudini amorose del tuo Divin Figlio verso ogni sorta di ammalati, e con cuore materno hai sempre cooperato al sollievo delle anime e dei corpi sofferenti, continua ancora per noi quest’opera di misericordia e, in quanto può esser utile per l’anima nostra, ottienici anche il rimedio alle infermità del nostro corpo.
Ave Maria…
Madonna della Salute, prega per noi
O Madonna della Salute, che da tutti i popoli sei stata sempre invocata con particolare fiducia, tanto nelle calamità pubbliche come in quelle private, assistici propizia anche nelle difficoltà presenti e preservaci da ogni pericolo dell’anima e del corpo, affinché anche noi possiamo sempre lodare e benedire te vera Salute degli Infermi come da secoli sei venerata nel tuo santuario.
Madonna della Salute, prega per noi
O Vergine delle Vergini, che sul Calvario
sei stata destinata ad assistere all’agonia del tuo Divin Figlio, sii
vicina anche a noi negli ultimi momenti della nostra vita, affinché
possiamo vincere ogni tentazione, accettare con rassegnazione la morte
e, invocando il tuo nome dolcissimo, per te e con te veniamo al possesso
della beatitudine eterna.
Ave Maria…
Madonna della Salute, prega per noi
Madre mia e fiducia mia, torre salda negli
assalti dell’inferno, a chi altri potrò ricorrere per essere aiutato?
Tu sola sei la Mediatrice di tutte le Grazie, Colei che nella Luce di
Dio distribuisce a chi vuole, come vuole e quando vuole i frutti della
Redenzione operata dal tuo Dio e Figlio Gesù. Tu puoi aiutarmi in tutte
le mie necessità, tu sola sei la Salute degli Infermi, tu sei l’unica
Madre che vuol salvare dalla dannazione eterna tutti i figli.
Ave Maria…Madonna della Salute, prega per noi
O Salute di noi peccatori, tu sei stata Assunta in Cielo in Anima e Corpo, sei Onnipotente per Grazia ed ascolti anche ogni mio sospiro e ogni mio pensiero. Sono assolutamente sicuro che tu adesso mi stai ascoltando, tu già conosci tutto di me perché mai mi perdi di vista, tu mi sei sempre accanto. Aiutami adesso e donami questa Grazia a me necessaria.
Ave Maria…
Madonna della Salute, prega per noi
O Madre Santissima, Regina dell’Amore, a te che riversi come un fiume le Grazie di Gesù e le distribuisci a coloro che te le chiedono, o Madre Santissima, prostrato ai tuoi piedi, per i tuoi dolori, per i tuoi meriti, per la tua obbedienza ed umiltà, ti chiedo, o potente Salute degli Infermi, terrore dei demoni, di farmi questa Grazia.
Ave Maria…
Madonna della Salute, prega per noi
Salve Regina
PREGHIAMO: O Maria, che sei dalla Chiesa invocata col dolce titolo di Salute degli Infermi, guarda con occhio di bontà alle nostre miserie; intercedi per la salute del nostro corpo, se questa torni a vantaggio dell’anima nostra; consolaci nelle prove e infermità o col liberarci da esse o con l’ottenerci una perfetta pazienza e uniformità ai divini voleri, così da essere purificati nel dolore ed arricchiti di meriti eterni.
Maria Incoronata, Salute degli Infermi prega per noi
Fonti: http://www.madonnadellasalutevr.it/index.php?option=com_content&view=article&id=26&Itemid=29; http://www.madonnadellasalutevr.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2&Itemid=3
sabato 1 novembre 2014
Beata Clementina Anuarite
Suor Maria Clementina Anuarite Nengapeta
Martire (1964) 01 dicembre
Il paese natio di Clementina, una volta chiamato Congo Belga, attualmente Repubblica democratica del Congo ( conosciuta come Zaire dal 1971 all’inizio degli anni ’90) , è divenuta indipendente nel 1960. La preparazione all’indipendenza è stata disastrosamente inadeguata. Lumumba, il primo ministro democraticamente eletto, fu spodestato solo tre mesi più tardi, in seguito alle pressioni dell’Occidente e con la collusione di una forza di pace dell’ONU, e subito dopo assassinato.Papa Giovanni Paolo II si è recato per la prima volta in visitanello Zaire nel 1980 quando il corpo di Anuarite è stato riesumato. Approvando l’apertura della sua causa di beatificazione disse che martirio significa proprio essere fedeli e suor Anuarite rimase davvero fedele, fino alla morte al suo voto di castità.
Video-storia e una sua lettera
Nel contesto della guerra fredda, è stato ampiamente riconosciuto dal cosiddetto “blocco orientale” come un martire della vera indipendenza dal controllo post coloniale, che aveva tentato di favorire un atteggiamento genuinamente socialista nei confronti dei problemi socio-economici del Congo; per l’Occidente, a quanto pareva, mantenere le ricche risorse minerarie del paese nella sfera capitalista aveva la precedenza sul governo democratico del popolo, come ha dimostrato l’appoggio dato dall’occidente al generale Mobutu, quando è salito al potere nel 1965.
I Simba, una forza
ribelle fedele alla memoria di Lumumba, hanno tentato di rovesciare il governo nel
1964, con un certo appoggio da parte di Russia e Cina. L’attacco
ribelle era di tipo anti occidentale, ma vi sono stati molti episodi di
violenza in cui i cristiani sono stati un bersaglio “simbolico”,
e i sacerdoti, i monaci e le monache cattolici hanno rischiato in modo
particolare, a causa del loro rapporto con le missioni belghe, sebbene
in realtà la Chiesa cattolica avesse già iniziato ad affrancarsi dalle
strutture coloniali prima dell’indipendenza.
Suor Maria Clementina Anuarite era un’insegnante, una giovane suora del Congo,appartenente alla comunità di Jamaa Takatifu, la congregazione delle Suore della Sacra Famiglia, presso Bafwabaka (a nord est di Kisangani, precedentemente chiamata Stanleyville, e assai vicino al confine con l’Uganda).
Era stata battezzata con la madre e le
sorelle come risultato della spedizione del padre in Palestina. Restò
molto impressionata nell’udire la storia dei Martiri d’Uganda all’inizio
del 1880, protomartiri dell’Africa nera, canonizzati nel 1964, dopo una
probabile lunga discussione in seno alla comunità. Subito dopo, il loro vescovo Wittebols di Wamba (luogo di nascita di Anuarite) fu assassinato, e la congregazione si trovò davvero in pericolo.
Un altro aspetto che faceva da sfondo agli
eventi che seguirono fu che nel novembre 1964 il quartier generale dei
ribelli a Stanleyville, la zona natale di Lumumba, fu conquistato dal
primo ministro Moise Tshombe, con l’aiuto di un folto gruppo di
mercenari bianchi appoggiati dalle truppe belghe, paracadutati in quella
zona dagli Stati Uniti.
Il 29 novembre 1964, le suore sedevano a pranzo quando un camion di soldati Simba irruppe nel monastero sfondando porte e finestre.
L’ufficiale in carica disse alle suore di non aver paura: i Simba erano
venuti per proteggerle dagli americani, e ordinò loro di fare i
bagagli; alle quattro del pomeriggio salirono sul camion, costrette a sedere per terra. Il camion fece diverse soste nei villaggi, dove i Simba terrorizzarono la popolazione e razziarono tutto ciò che erano in grado di trovare; sempre più ubriachi e minacciosi, cantavano canzoni sconce e minacciavano di insidiare le monache.
Dopo una notte trascorsa in una missione
abbandonata, le suore furono costrette a salire su un altro camion con
destinazione Isiro. Sulla strada incontrarono la macchina del colonnello
che era stato ufficiale in capo dei Simba, perciò le truppe si
eccitarono e cominciarono a sparare in aria. Il colonnello, adirato nel
vedere che una monaca teneva in mano il rosario, ordinò direquisire tutti gli oggetti religiosi:
rosari, croci, e medaglie furono gettati nei cespugli, e alle monache
fu ordinato di tornare a Bafwabaka e di vestirsi come “le donne
africane”. Il camion le riportò al quartier generale dei Simba a Isiro,
dove le suore furono portate in una casa, ma alla giovane Anuarite fu
ordinato di restare indietro, perché il colonnello voleva passare la notte con lei. Madre Kasima, lasuperiora, disse immediatamente: 
“Questa ragazza ha pronunciato un voto di verginità di fronte a Dio. Non è possibile”.Il colonnello si adirò e picchiò Madre Kasima per diverse volte, ma la superiora trattenne Anuarite e rifiutò di lasciarla andare. Quest’ultima protestò:
“Ciò che chiedete è impossibile. Non posso commettere un peccato, piuttosto uccidetemi”.
Fu picchiata anche lei e le fu strappato il velo. Madre Kasima e Anuarite si abbracciarono e rifiutarono di separarsi, anche se costrette con la forza, e alla fine fu loro permesso di riunirsi alle altre monache. Successivamente un altro colonnello che aveva bevuto molto, tentò di fare entrare con la forza Anuarite e un’altra monaca, suor Bokuma, nella sua macchina, ma entrambe resistettero, così l’ufficiale cominciò a colpirle con il calcio del fucile. Anuarite disse di nuovo:
“Non voglio commettere questo peccato. Se volete farlo, uccidetemi” e poi: “Vi perdono, perché non sapete quello che fate”.
A suor Bokuma fu spezzato un braccio, e Anuarite fu colpita e stramazzò al suolo. Le sue ultime parole furono Naivyo nilivyotaka, che significa:“Ecco ciò che volevo”, accettando il suo martirio. L’ufficiale fu colto dal panico e chiamò altri Simba perché l’uccidessero, dicendo che era stato attaccato: due dei suoi seguaci arrivarono con dei coltelli e la pugnalarono ripetutamente, poi l’ufficiale estrasse la pistola e la colpì al cuore.
Le monache portarono il corpo di Anuarite
nella casa, e una di loro, che era infermiera, medicò il braccio di suor
Bokuma, ma la loro sofferenza non terminò qui,
dato
che l’assassino di Anuarite ritornò diverse volte infurandosi alla
vista del cadavere. Un altro Simba tentò di rapire diverse monache, che
però si abbracciarono strettamente e resistettero, nonostante le
ulteriori percosse e minacce.
Per paura o per superstizione, o per
entrambi i motivi, gli assalitori alla fine le lasciarono sole, e il
resto della congregazione si salvò. Alcuni giorni dopo furono liberate dalle forze governative.
Nel 1980 il corpo di Anuarite è stato riesumato e ufficialmente
collocato in una tomba nella cattedrale di Isiro, dove riposa
attualmente. Papa Giovanni Paolo II si è recato per la prima volta in
visita nello Zaire in quell’anno, e ha approvato l’apertura della sua
causa di beatificazione. Il 15 agosto 1985 ha visitato una seconda volta
lo Zaire, e durante un’alta Messa solenne a Kinshasa, la capitale, ha
annunciato la sua beatificazione. In un’omelia ha raccontato la storia del suo martirio:
“Quando giunse l’ora della prova,
questa giovane religiosa l’affrontò: la sua fede, il senso dell’impegno,
il valore primario che ripose nella verginità, un’intensa vita di preghiera
e l’appoggio della sua congregazione le permisero di rimanere salda […]
E’ il primario valore della fedeltà che la condusse al martirio, ed è proprio questo che significa “martirio”, essere fedele.
Nel giorno della beatificazione di Anuarite sono commemorati molti
altri religiosi, belgi e congolesi, leali alla loro fede in una fase
terribile della stira del loro paese.“ Fonti: Il primo grande Dizionario dei Santi di Alban Batler
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