sacerdote mistico – 19 novembre 1970
Don Dolindo Ruotolo nacque a Napoli il 6 ottobre 1882 da Raffaele Ruotolo, ingegnere e matematico, e da Silvia Valle, discendente della nobiltà napoletana e spagnola. La famiglia era numerosa e le entrate alquanto scarse, questo faceva sì che spesso nella sua casa si soffrisse la fame e mancassero persino vestiario e scarpe. Don Dolindo descriveva il padre come una persona molto rigida; Raffaele tra l’altro non mandò i figli a scuola, ma volle insegnargli egli stesso a leggere e scrivere, per cui la loro educazione fu molto sommaria.
VIDEO-STORIA
(con filmati storici e testimonianze)Nel 1896, Dolindo e il fratello Elio vennero messi dai genitori nella Scuola Apostolica dei Preti della Missione. Nel 1899, Dolindo venne ammesso al noviziato. Il 1° giugno 1901, fece i voti religiosi e il 24 giugno 1905 venne ordinato sacerdote. Successivamente venne nominato maestro di canto gregoriano e professore dei chierici della Scuola Apostolica.
RACCONTI DI UN SANTO
(di Don Dolindo Ruotolo)
La vita da sacerdote Vincenziano fu intessuta da tanti episodi dolorosi. Dal 3 settembre 1907, fu vittima di una serie di errori e incomprensioni che lo portarono al giudizio dell’allora Sant’Uffizio. Venne sospeso dai sacramenti e fu sottoposto anche a perizia psichiatrica, dove risultò sano di mente. Ridatigli i sacramenti, fu inviato di nuovo a Napoli dove fu espulso dalla sua Comunità. Seguirono anni pieni di tormenti di ogni genere. Dovette accettare di essere esorcizzato e, considerato pazzo, fu oggetto di dolorosi attacchi da parte della stampa.Nella sua solitudine cominciò ad avere delle comunicazioni soprannaturali, per cui scriveva quanto gli veniva rivelato, specie da santa Gemma Galgani. Il 22 dicembre 1909 Gesù gli parlò solennemente dall’Eucarestia. Durante la celebrazione eucaristica percepiva la presenza della Madonna, dei Santi e degli Angeli custodi degli astanti.
Don Dolindo conosceva la potenza del Rosario e le insidie che il Nemico opponeva a chi si accinge a recitarlo: sospetto di monotonia, distrazione, sonnolenza incipiente, perché è un ladro e viene di nascosto a rubare il tesoro di grazie che l’anima ottiene per intercessione di Maria. Il Rosario è un complesso gangliare del corpo mistico della Chiesa; don Dolindo dice una: “rete elettrica”, ogni grano della corona è un pulsante che ha corrispondenze nel cuore della Vergine e di Gesù e vi accende la lampada della infinita carità. Perciò la recita del Rosario è una preghiera comunitaria da fare con animo devoto e, se preghiamo da soli, don Dolindo consigliava di invitare l’angelo custode, che è sempre con noi per il responsorio della nostra invocazione affinché fosse portata sulle sue mani davanti al trono del cielo.
Si trasferì a Rossano in Calabria e da lì partì la richiesta di revisione, grazie anche all’aiuto di prelati amici, alcuni dei quali anche testimoni dei suoi doni soprannaturali. Nel 1910 venne finalmente riabilitato, dopo due anni e mezzo di sospensione, ma le sue tribolazioni non erano finite. Nel dicembre 1911, Don Dolindo venne nuovamente convocato dal Sant’Uffizio a Roma e nel 1921 subirà anche un processo, dove verrà condannato ed esiliato. Venne definitivamente riabilitato nel 1937.
“Dio
vuole da noi un pieno abbandono in Lui, e una piena fiducia nelle sue
arcane disposizioni. Non possiamo discutere, dobbiamo star quieti e
attendere. La presunzione di voler tutto capire e di voler tutto
scrutare è quello che molte volte uccide la nostra fede e ci priva di
innumerevoli grazie. Lo spirito critico, che presume ragionare là dove
può solo adorare è il meno adatto a capire la profondità di certi
misteri. Nel presumere di scrutarli ci si confonde e si rimane avvolti
da più fitte tenebre.”
Don Dolindo non amava le delicatezze del cibo e del vestiario, sopportava il freddo e la fame e fu visto camminare nella neve senza calzini ai piedi. Riceveva tutti, per tutti pregava, per tutti soffriva.
Si avvicinava ai malati più infetti e li carezzava, li baciava e là
dove il ribrezzo avrebbe in altri estinto la compassione in lui
suscitava la pietà.Padre Ruotolo fu uno scrittore estremamente prolifico, i suoi scritti più importanti vanno dal monumentale “Commento alla Sacra Scrittura”, in 33 volumi, alle tante opere di teologia, ascetica e mistica. Di lui ci sono rimasti interi volumi di epistolario, scritti autobiografici e di dottrina cristiana. Raccontò la sua vita in una poderosa “Autobiografia” oggi stampata in due volumi, con il titolo “Fui chiamato Dolindo, che significa dolore”.
“Nei grandi flagelli che colpiscono l’umanità alla fine dei periodi storici della vita della Chiesa, il Signore ha i suoi segnati e fa la raccolta degli eletti. Noi non ci accorgiamo di questo lavoro d’infinita misericordia, ma Egli silenziosamente lo fa[...] Dio sa bene quello che saranno tanti fanciulli in futuro, per
il pessimo uso che faranno della loro libertà, conosce nella sua
prescienza i futuri traviamenti di tanti adulti attualmente buoni, e
coglie i piccoli nell’innocenza e gli adulti nel momento nel quale sono in migliori condizioni
spirituali,affinché la loro salvezza sia innanzi ad essi come il loro merito particolare.
Egli travolge anche i cattivi che rimangono impenitenti, e li punisce
delle loro colpe, ma lo fa anche con un disegno di amorosa carità,
diminuendo le loro responsabilità e la pena eterna che meritano, con
l’espiazione che soffrono.“
Nel 1960 iniziava un altro calvario per padre Dolindo, un ictus gli immobilizzò il lato sinistro, ma non riuscì a fermarlo. Dal suo tavolino continuava a scrivere alle sue “Figlie spirituali”’ sparse un po’ dovunque.
Don Dolindo Ruotolo si spense il 19 novembre 1970 all’età di 88 anni a causa di una broncopolmonite. Poco prima della sua morte, nel generale raccoglimento attorno al suo letto di morte, si era diffuso nell’aria un profumo di gigli, sentito dai presenti e accolto come stigma ultimo della sua santità.PREGHIERE DI DON DOLINDO RUOTOLO
Selezione di brani tratti da “La Sacra Scrittura – L’Apocalisse”FONTI: http://profezie3m.altervista.org/ptm_c31a.htm#Don_Dolindo_Ruotolo; http://www.dolindo.org/index.html
Che regali che ci fa il Signore! Non ci resta che imitare i nostri fratelli santi come don Dolindo. Grazie Signore...
RispondiEliminaDon Dolindo prega per la mia debolezza che non mi consente la sopportazione del dolore...se poi Dio vorrà mi guarirà!
RispondiEliminaTi prego don Dolindo intercedi per me per i miei problemi fisici, al pavimento pelvico e allo stomaco. Anch'io non sono dotato di molto spirito di sopportazione riguardo ai dolori fisici ma spero che il Signore, per tua intercessione,mi faccia la grazia della guarigione!
RispondiEliminaNon posso venire alla tua tomba, a Napoli, ma tu intercedi ugualmente per me!
RispondiEliminaPerfavore una preghiera per le mie intenzioni grazie
RispondiEliminaAiutami a superare tutti i momenti difficili della mia giornata grazie Don Dolindo
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