vescovo (787) 27 novembre
La fonte d’informazioni più attendibile su San Virgilio di Salisburgo (Feargal o Ferghil) è un epitaffio di Alcuino; esiste anche una Vita del XII secolo, ma è meno attendibile, in quanto è stata scritta molto tempo dopo.
VIDEO-STORIA
Virgilio era un monaco irlandese, probabilmente istruito da S. Samthann a Colbroney, e secondo quanto dichiarato negli Annali dei Quattro Maestri e in quelli dell’Ulster, dall’abate di Aghaboe. Circa nel 723, partì, pro amore Christi, per il continente e forse anche per la Terra Santa (un altro esempio di peregrinatio monastica medievale). Viaggiando attraverso la Francia dove trascorse due anni incontrò e diventò amico di Pipino il Breve, che nel 751 sarebbe diventato re di tutti i franchi. Successivamente si fermò in Baviera, allora una dipendenza franca, inviato da Pipino per rappacificarsi con il duca Odilone, capo di una sommossa fallita.
Bonifacio non era d’accordo e s’appellò a
papa S. Zaccaria, che confermò quanto dichiarato da Virgilio. Più tardi
le cose si complicarono nuovamente quando Bonifacio denunciò Virgilio alla Santa Sedeper le sue idee cosmologiche (fu
accusato di aver detto che esiste un altro mondo, oltre a questo, e
un’altra razza umana). Quello che in effetti Virgilio insegnava non è
del tutto chiaro; come senza dubbio sospettava Bonifacio, Virgilio risentiva
dell’esistenza del mondo fatato presente nel folclore irlandese, oppure
anzitempo aveva capito che la terra è rotonda ed esistono popoli che
vivono agli antipodi?
Il papa giunse alla conclusione che, se in qualche modo negava l’unità della razza umana e quindi l’universalità della redenzione, avrebbe dovuto essere
scomunicato
da un sinodo, altrimenti lasciato solo. Non esiste nessuna prova che
sia stato processato e condannato all’isolamento per le sue opinioni, e
dato che fu infine consacrato vescovo, possiamo dedurre
che la disputa fosse essenzialmente dovuta ai diversi usi dell’ambiente
romano e irlandese. Durante il soggiorno a Salisburgo, Virgilio costruì la prima cattedrale, la consacrò nel 774 e vi seppellì il corpo di S. Ruperto, fondatore della sede.
Oltre ad essere un uomo di grande cultura, assai interessato alla matematica e alle scienze, era un pastore attivo.
Quando due duchi slavi di Carinzia, che aveva battezzato, gli chiesero
l’invio di missionari, non solo mandò diversi benedettini, ma si recò di
persona a predicarvi. Appena rientrato da questa missione pastorale, si ammalò, morì il 27 novembre 784 e fu sepolto nella cattedrale,
distrutta però da un incendio nel 1167, i suoi resti tuttavia furono
trovati e collocati nel santuario insieme a quelli di S. Ruperto, sotto
l’altare maggiore della nuova cattedrale. Papa Gregorio IX lo canonizzò
nel 1233; la festa è osservata in Irlanda e in alcuni paesi del centro
Europa, dove è venerato come l’apostolo degli sloveni.
Fonti: Il primo grande Dizionario dei Santi di Alban Batler
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