domenica 16 novembre 2014

Santa Gertrude e Santa Matilde

SANTA GERTRUDE LA GRANDE (1256-1302)
SANTA  MATILDE di HELFTA (1241-1298)
Religiose e sorelle – 16 novembre / 19 novembre
La grande abbazia benedettina di Helfta, formò tra le più grandi scrittrici S. GERTRUDEmistiche della storia della Chiesa e tra queste S. Gertrude soprannominata “la Grande” e S. Matilde dalla voce meravigliosa che la fece diventare maestra del coroPrecorritrici della devozione al S. Cuore di Gesù, videro le loro vite intrecciarsi per poi proseguire unite in uno stile che verrà definito dai critici lo “stile Helfta”.
Matilde all’età di sette anni accompagnò la madre a visitare il convento di monache benedettine a Rodarsdorf; la sua amata sorella maggiore faceva già parte della congregazione e nel 1251 fu eletta badessa alla giovane età di 19 anni. Matilde chiese di restare e fu accolta prima nella scuola abbaziale, poi, raggiunta l’età consona, nella congregazione benedettina; sarebbe sbagliato, ad ogni modo, attribuire questa scelta alla limitatezza delle sue esperienze nel mondo, poiché infatti tornò a casa spesso durante l’infanzia e l’adolescenza, e inoltre l’istruzione che le ragazze ricevevano nelle scuole dei monasteri era eccellente. Le fu poi affidato l’incarico di istruire i bambini che frequentavano la scuola dell’abbazia, compito che svolse parallelamente a quello di maestra del coro, ottenuto grazie alla sua bellissima voce. Nel 1258 la congregazione si trasferì a Helfta.
CATECHESI DI BENEDETTO XVI SU SANTA GERTRUDE LA GRANDE
VIDEO-STORIA IN INGLESE
Tre anni dopo tra i bambini a lei affidati giunse una bimba di 5 anni chiamata Gertrude, di cui non si conoscevano le origini e l’ambiente familiare. (la bimba stessa affermava di essere orfana), che tuttavia aveva, secondo molti, una personalità attraente e una profonda intelligenza. Si instaurò un immediato rapporto tra alunna e insegnate, e sotto la guida di Matilde, che divenne maestra delle novizie dopo la decisione di Gertrude di entrare nella congregazione, la bimba sviluppò tutte le sue facoltà intellettive, diventando tra l’altro, un’eccellente studiosa di latinoA 25 anni, Gertrude visse una profonda esperienza spirituale, che divise la sua vita in due (sebbene lei stessa affermi che non si trattò di un cambiamento irrevocabile); come risultato di questa esperienza, “da studiosa di grammatica diventò teologa”, lasciando gli scrittori secolari che aveva imparato ad amare secondo gli insegnamenti di Matilde, per esaminare più approfonditamente la bibbia e le opere dei Padri della Chiesa. Un sunto delle sue opere è stato pubblicato in 5 volumi ed il primo è stato scritto dopo la sua morte, in base agli appunti di quelli che la conoscevano meglio.
TRENTATRÈ OFFERTE DEL SANGUE DI GESÙ
La pia pratica suggerita da Santa Gertrude per portare sollievo immediato ai consacrati purganti, ottiene per chi prega grazie singolari ed opera meravigliose conversioni fra i peccatori, …
S. MATILDENel frattempo Matilde seguì lo stesso percorso mistico: all’età di 50 anni, scoprì che Gertrude aveva trascritto fedelmente tutte le sue lezioni e informazioni relative alla sua esperienza personale. All’inizio si sentì allarmata e turbata, ma dopo ore di preghiera decise che Gertrude era stata ispirata da Dio, e perciò assieme pubblicarono un manoscritto conosciuto come “Rivelazioni di S. Matilde”. Per entrambe, l’amore di Cristo, simboleggiato dal Suo cuore, era un tema ricorrente, e in questo senso anticiparono la devozione per il Sacro Cuore, che fiorì in Francia circa tre secoli dopo, sebbene in un contesto trinitario più ampio. L’aspetto più coinvolgente delle loro opere è che sono essenzialmente distaccate, in un’epoca in cui gli scrittori mistici tendevano a concentrarsi sull’indegnità dell’uomo davanti a Dio. Gertrude era troppo consapevole delle sue lacune, ma non perse mai di vista la bontà (amore, pietas) di Dio, che l’accettava nonostante le sue mancanze:
“Ammetto di aver sfruttato solo in parte i tuoi doni e perciò non posso credere che fossero tutti destinati solo a me, perché nella tua eterna saggezza non puoi essere frainteso. Ecco perché, o mio benefattore, che mi hai così liberamente concesso doni che non meritavo, ti chiedo di far sì che almeno un lettore sensibile sia mosso a compassione leggendo queste pagine, vedendo che, attraverso il fervore per lo spirito, hai permesso che una gemma regale fosse incastonata nel santuario del mio cuore. Possa quel lettore esser spinto a lodare e innalzare la tua pietà cantando inni nel silenzio del suo cuore o a voce alta […] E perciò trasformerai in qualche modo tutte le mie mancanze in qualcosa di buono (Herald of Divine Love, 2,5)

SANTA MATILDE DI HELFTAVIDEO-STORIA

Matilde morì a circa 57 anni, mentre Gertrude che aveva quindici anni in S. MATILDE1meno, ma che era stata colpita da diverse malattie negli ultimi 10 anni di vita, morì probabilmente nel 1302. Nel secolo scorso queste due sante sono state tra le più conosciute ai cattolici per una serie di orazioni a loro attribuite, ma che in realtà devono essere state fatte da qualcun altro. Alban Butler ha comunque descritto “Le rivelazioni” di S. Gertrude come “l’opera forse più utile, dopo quella di S. Teresa, all’arricchimento della Chiesa, alimentandola di devozione allo stato contemplativo”. Alcuni studiosi di Dante hanno suggerito che Matilde sia Matelda, la donna soletta, che fa una fugace apparizione verso la fine del Purgatorio; altri pensano sia Matilde von Magdeburg, e altri ancora smentiscono entrambe le ipotesi.
Fonte: Il primo grande dizionario dei santi di Alban Butler

Messaggio del 2 Novembre 2014 a Mirjana- Medugorje

"Cari figli, sono con voi con la benedizione di Mio Figlio. Sono con voi che mi amate e che cercate di seguirmi. Io desidero essere Madre anche di tutti voi che non mi accettate. Apro il Mio Cuore pieno di amore a tutti voi e vi benedico con le Mie Mani Materne. Sono una Madre che Vi comprende. Ho vissuto la vostra vita e ho vissuto le stesse vostre sofferenze e gioie. Voi che vivete il dolore, comprendete il Mio dolore e la Mia sofferenza per quei miei figli che non permettono che li illumini la luce di Mio Figlio. Quei miei figli che vivono nella tenebra. Perciò ho bisogno di voi, voi che siete stati illuminati dalla Luce e che avete compreso la verità vi invito ad adorare Mio Figlio affinché la vostra anima possa crescere e giungere alla vera spiritualità. Apostoli miei, solo allora potrete aiutarmi. Aiutare Me significa pregare per coloro che non hanno conosciuto l’amore di Mio Figlio. Pregando per loro, voi mostrate a Mio Figlio che Lo amate e che Lo seguite. Mio Figlio mi ha promesso che il male non vincerà mai perché ci siete voi, le anime dei giusti. Voi che cercate di dire le vostre preghiere con il cuore, voi che offrite a Mio Figlio i vostri dolori e le vostre sofferenze, voi che comprendete che la vostra vita è solo un battito di ciglia, voi che bramate il regno celeste, tutto ciò vi rende Miei apostoli e vi conduce al Trionfo del Mio Cuore. Perciò figli miei, purificate i vostri cuori e adorate Mio Figlio. Vi ringrazio."




Apparizione a Mirjana 2 Novembre 2014 a Medjugorje

giovedì 13 novembre 2014

SANT’AGOSTINA PIETRANTONI

Suora martire (1864-1894) 13 novembre
SANT’AGOSTINA PIETRANTONIAncora giovane decide di dedicare la sua vita a Dio e al prossimo in un momento in cui il clima anticlericale non aveva pietà per chi sceglieva questa strada. Fu uccisa a coltellate da un ex paziente violento e vendicativo.
Livia Pietrantoni nacque in una povera famiglia di contadini a Pozzaglia Sabina, vicino a Rieti, il 27 marzo 1864; a ventidue anni entrò nelle Sorelle della Carità di S, Giovanna Antida Thouret, a Roma, prendendo il velo il 3 agosto 1887, con il nome di Agostina. 

VIDEO-STORIA

SANT’AGOSTINA PIETRANTONI2
Nei due anni successivi svolse varie mansioni all’ospedale Santo Spirito della città, poi, nell’estate del 1893, cominciò ad assistere pazienti affetti da tubercolosi e, al momento della professione dei voti, nel settembre del 1893, aveva già contratto quella malattia, a quel tempo incurabile; soffrì molto, non solo fisicamente, ma anche spiritualmente, dato che sopportò pazientemente anche il risentimento dei pazienti nei suoi confronti, esacerbato dal clima anticlericale che in quell’epoca dilagava in Italia.
Uno di questi pazienti, Giuseppe Romanelli, più violento degli altri, alla fine fu cacciato dall’ospedale per il comportamento aggressivo; questi si convinse, senza alcun motivo, che Agostina fosse responsabile della sua espulsione e progettò di vendicarsi. Alla fine, il 13 novembre 1894, entrò nell’ospedale dalla porta principale incustodita, e si nascose nel vano di un corridoio attendendo l’arrivo di Agostina, poi la pugnalò SANT’AGOSTINA PIETRANTONI1ferocemente sette volte; anche se la giovane riuscì a chiedere aiuto, i soccorsi giunsero troppo tardi per evitarle la morte, che sopraggiunse mentre rassicurava la superiora di non preoccuparsi per lei, perché moriva felice.
Il popolo di Roma la considerò un’eroina, non solo per le circostanze violente della sua morte, ma per la carità, la sincerità, l’apertura e il fervente spirito di preghiera, che la caratterizzarono. Le spoglie sono rimaste a Campo Verano fino al 15 marzo 1941, allorché sono state trasferite nella chiesa della casa madre della congregazione.
E stata beatificata da papa Paolo IV (1963-1978) il 12 novembre del 1972 e canonizzata da Giovanni Paolo II il 18 aprile 1999.
LA PREGHIERA DI INTERCESSIONE
S.-AGOSTINA_PREGHIERA
Fonte: Il primo grande dizionario dei santi di Alban Butler

Letture di giovedì 13 novembre 2014

LETTURE DI GIOVEDÌSANT’AGOSTINA PIETRANTONI

13 novembre 2014

XXXII Settimana del Tempo Ordinario – Anno II

La mia preghiera giunga fino a te; tendi, o Signore, l’orecchio alla mia preghiera. 

PREGHIERA DEL MATTINO

Dio grande e misericordioso, allontana ogni ostacolo nel nostro cammino verso di Te, perché, nella serenità del corpo e dello spirito, possiamo dedicarci liberamente al Tuo servizio. Per Cristo nostro Signore. Amen

PRIMA LETTURA

Fm 1, 7-20 – Dalla lettera di San Paolo apostolo ai Filèmone
Fratello, la tua carità è stata per me motivo di grande gioia e consolazione, perché per opera tua i santi sono stati profondamente confortati. Per questo, pur letteraavendo in Cristo piena libertà di ordinarti ciò che è opportuno, in nome della carità piuttosto ti esorto, io, Paolo, così come sono, vecchio, e ora anche prigioniero di Cristo Gesù. Ti prego per Onèsimo, figlio mio, che ho generato nelle catene, lui, che un giorno ti fu inutile, ma che ora è utile a te e a me. Te lo rimando, lui che mi sta tanto a cuore. Avrei voluto tenerlo con me perché mi assistesse al posto tuo, ora che sono in catene per il Vangelo. Ma non ho voluto fare nulla senza il tuo parere, perché il bene che fai non sia forzato, ma volontario. Per questo forse è stato separato da te per un momento: perché tu lo riavessi per sempre; non più però come schiavo, ma molto più che schiavo, come fratello carissimo, in primo luogo per me, ma ancora più per te, sia come uomo sia come fratello nel Signore. Se dunque tu mi consideri amico, accoglilo come me stesso. E se in qualche cosa ti ha offeso o ti è debitore, metti tutto sul mio conto. Io, Paolo, lo scrivo di mio pugno: pagherò io. Per non dirti che anche tu mi sei debitore, e proprio di te stesso! Sì, fratello! Che io possa ottenere questo favore nel Signore; da’ questo sollievo al mio cuore, in Cristo!
C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Sal 145
RIT: Beato chi ha per aiuto il Dio di Giacobbe.GESù
Il Signore rende giustizia agli oppressi, dà il pane agli affamati. Il Signore libera i prigionieri. RIT
Il Signore ridona la vista ai ciechi, il Signore rialza chi è caduto, il Signore ama i giusti, il Signore protegge i forestieri. RIT
Egli sostiene l’orfano e la vedova, ma sconvolge le vie dei malvagi. Il Signore regna per sempre, il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione. RIT

CANTO AL VANGELO

Alleluia, Alleluia.
Io sono la vite, voi i tralci, dice il Signore; chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto.
Alleluia.

VANGELO

Lc 17, 20-25
Dal Vangelo secondo Luca
5gesuIn quel tempo, i farisei domandarono a Gesù: «Quando verrà il regno di Dio?». Egli rispose loro: «Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: “Eccolo qui”, oppure: “Eccolo là”. Perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi!».
Disse poi ai discepoli: «Verranno giorni in cui desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell’uomo, ma non lo vedrete. Vi diranno: “Eccolo là”, oppure: “Eccolo qui”; non andateci, non seguiteli. Perché come la folgore, guizzando, brilla da un capo all’altro del cielo, così sarà il Figlio dell’uomo nel suo giorno. Ma prima è necessario che egli soffra molto e venga rifiutato da questa generazione».
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

COMMENTO

I silenzi di Dio.

Il popolo d’Israele, al tempo di Gesù, era stanco di subire esilii e sopraffazioni. Sotto questa forte pressione psicologica, che feriva l’orgoglio di sentirsi prima prediletto e poi umiliato dal Signore degli eserciti, autore da sempre delle loro vittorie e del loro riscatto dalle diverse schiavitù, pensavano e attendevano il Messia prefigurandolo come un nuovo e più potente liberatore, capace di ricondurre Israele ai passati Gesù fulgori. In questo contesto leggiamo l’interrogativo che oggi i farisei pongono a Gesù: «Quando verrà il regno di Dio?». Gesù senza esitare, corregge le loro errate attese. «Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: Eccolo qui, o: eccolo là. Perché il regno di Dio è in mezzo a voi!». L’agire del Signore non si manifesta mai come spettacolo visibile agli occhi della carne. Lo si riconosce alla luce della fede, non attira l’attenzione dei sensi, ma smuove le coscienze, se disposte a comprendere i segni di Dio. Esiste ancora la tentazione di attenderci dal Signore manifestazioni eclatanti e spettacolari, sullo stile di quelli che spesso inscenano gli uomini. In un brano, nel primo libro dei Re leggiamo: “Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento”. Egli si manifesta ad Elia nel mormorio di un vento leggero. Si manifesta di prevalenza agli umili e ai puri di cuore e a tutti coloro che fanno ardere dentro la luce della fede. Se ai nostri giorni, talvolta in tono accusatorio, si parla del silenzio di Dio, dobbiamo concludere che ciò dipende soltanto dalla cecità e dalla sordità degli uomini. Accadeva già ai tempi di Cristo; egli era lì, in mezzo a loro, aveva iniziato la sua predicazione dicendo semplicemente: “Convertitevi e credete al Vangelo. Il Regno di Dio è vicino”. Quella voce però per molti era caduta nel vuoto. C’è ancora il rischio di volerLo cercare chi sa dove, chi sa in chi, e non accorgersi che egli è vivo e presente in mezzo a noi a condividere in tutto la nostra penosa storia. Quando la fede è debole e la prostrazione diventa più difficile, ci si affanna a cercare ed inventare falsi cristi e a lasciare loro ampi spazi per poi cadere nelle peggiori delusioni. Cristo è vivo e presente nella nostra storia, vuole vivere in ciascuno di noi! Accogliamolo degnamente e con fiducia. (Preparato dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire)gesu-misericordioso1

PREGHIERA DELLA SERA

O Dio, ci proponi di vivere in terra come cittadini del cielo, d’essere nel mondo come lievito che vivifica. Poiché nulla è impossibile a Te, donaci l’energia dello Spirito che ci aiuti a conformarci a Cristo nostro Signore. n cambio Ti affidiamo, le gioie e le fatiche, le rinunce e gli atti di carità che siamo riusciti a fare in questo giorno e Ti ringraziamo con tutto il cuore per tutto quello che fai per noi e ci dai ogni giorno. Amen.

mercoledì 12 novembre 2014

Letture di mercoledì 12 novembre 2014


jozafat kuncewicz

XXXII Settimana del Tempo Ordinario – Anno II

Darò a voi dei pastori  secondo il mio cuore, essi vi guideranno con sapienza e dottrina.

PREGHIERA DEL MATTINO

Suscita nella Chiesa, o Padre, il Tuo Santo Spirito, che mosse il vescovo san Giosafat a dare la vita per il suo popolo, perché fortificati dallo stesso Spirito, non esitiamo a donare la nostra vita per i fratelli. Amen

PRIMA LETTURA

Tt 3, 1-7 – Dalla lettera di San Paolo apostolo a Tito.
Carissimo, ricorda [a tutti] di essere sottomessi alle autorità che governano, di perdonoobbedire, di essere pronti per ogni opera buona; di non parlare male di nessuno, di evitare le liti, di essere mansueti, mostrando ogni mitezza verso tutti gli uomini.
Anche noi un tempo eravamo insensati, disobbedienti, corrotti, schiavi di ogni sorta di passioni e di piaceri, vivendo nella malvagità e nell’invidia, odiosi e odiandoci a vicenda. Ma quando apparvero la bontà di Dio, salvatore nostro, e il suo amore per gli uomini, egli ci ha salvati, non per opere giuste da noi compiute, ma per la sua misericordia, con un’acqua che rigenera e rinnova nello Spirito Santo, che Dio ha effuso su di noi in abbondanza per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro, affinché, giustificati per la sua grazia, diventassimo, nella speranza, eredi della vita eterna.
C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Sal 22
RIT: Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.
pastore (5)Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla. Su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce. RIT
Rinfranca l’anima mia, mi guida per il giusto cammino a motivo del suo nome. RIT
Anche se vado per una valle oscura, non temo alcun male, perché tu sei con me. Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza. RIT
Davanti a me tu prepari una mensa sotto gli occhi dei miei nemici. Ungi di olio il mio capo; il mio calice trabocca. RIT
Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne tutti i giorni della mia vita, abiterò ancora nella casa del Signore per lunghi giorni. RIT

CANTO AL VANGELO

Alleluia, Alleluia.
In ogni cosa rendete grazie: questa infatti è volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi.
Alleluia.

VANGELO

Lc 17, 11-19 – Dal Vangelo secondo Luca
Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samarìa e la Galilea.
miracolo lebbrosiEntrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va'; la tua fede ti ha salvato!».
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

COMMENTO

La fede e la gratitudine, la guarigione e la salvezza.

Il Signore nel suo peregrinare tra le miserie del mondo incontra tutte le nostre umane povertà fisiche e spirituali e a tutti, senza distinzione, offre il suo divino soccorso. L’universalità e l’imparzialità della sua missione gli viene riconosciuta anche dai suoi peggiori nemici. I discepoli dei farisei gli dicono: “Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità e non hai soggezione di miracolo lebbroso1nessuno perché non guardi in faccia ad alcuno”. Oggi gli si accostano coraggiosamente dieci lebbrosi, emarginati dal consorzio umano e completamente segregati. La loro preghiera ci ricorda quella del pubblicano, che prega dal fondo del tempio, a distanza e non osa neanche di levare gli occhi al cielo. Anche i lebbrosi: “Fermatisi a distanza, alzarono la voce dicendo: “Gesù, maestro, abbi pietà di noi”. Implorano una pietà che solo da Cristo poteva sgorgare. Infatti egli ìntima loro di recarsi dai sacerdoti del tempio per avere da loro la certificazione della loro guarigione. La loro fede è sicuramente accompagnata da una ferma speranza perché essi non esitano ad andare. “E mentre essi andavano, furono sanati”. In nove proseguono la loro strada, soddisfatti della loro prodigiosa guarigione. Uno solo, un samaritano, uno straniero, un infedele diremmo oggi, “vedendosi guarito tornò indietro lodando Dio a gran voce; e si gettò ai piedi di Gesù per ringraziarlo”. Al grido accorato della preghiera impetratoria, egli fa seguire ora il grido della lode e della gratitudine. Aveva già ottenuto il dono della guarigione ora si sente dire: «Alzati e và; la tua fede ti ha salvato!». Quando la fede, l’umile preghiera e la sincera e doverosa gratitudine sfociano nell’amore a Dio, si ottiene quel che non si osa sperare: la salvezza. È motivo di incoraggiamento per noi se siamo capaci, con la stessa intensità del lebbroso guarito, di dire ogni giorno la nostra lode a Lui, esprimergli nella preghiera migliore quell’inno di grazie, che incessantemente cantano i santi nel cielo. (Preparato dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire)

miracolo lebbroso (2)PREGHIERA DELLA SERA

Signore nostro Dio, la gioia di cui abbiamo fame, dipende da Te e da noi. Il Tuo apporto non viene mai a mancare, ma il nostro è soggetto a mille incostanze. Rinvigorisci i nostri propositi e rendici degni di portare il nome di Cristo Tuo Figlio e nostro Signore. In cambio Ti affidiamo, le gioie e le fatiche, le rinunce e gli atti di carità che siamo riusciti a fare in questo giorno e Ti ringraziamo con tutto il cuore per tutto quello che fai per noi e ci dai ogni giorno. Amen.

NOVENA ALLA MADONNA DELLA SALUTE

Dossobuono (VR)
Madonna della salute -  DossobuonoDalla carità di un artigiano che trova una statua abbandonata irriverentemente e alla quale decide di dare il giusto onore, scaturisce un’acqua miracolosa. La storia del santuario e la novena.
Verso la fine del secolo XIX vi fu un vivace dibattito sulle origini del Santuario fra autori che sottolineavano maggiormente gli eventi miracolosi e altri che sostenevano invece la necessità di maggior prudenza e rigore storico. In questo contesto trovarono la loro origine alcuni fatti, tramandati a voce dagli anziani, che pur riferendosi a episodi reali, risultavano amplificati o distorti dalla sensibilità e religiosità popolare.
I documenti a noi disponibili sono costituiti da alcuni fogli, conservati presso l’Archivio storico della Curia vescovile, contenenti una relazione scritta e due verbali di interrogatori sull’origine del culto a questa immagine. La storia, come risulta dalla lettura comparata di questi documenti, è la seguente: nell’estate del 1740, il signor Luigi Borella, di professione orefice, passeggiando nel chiostro della chiesa di S. Eufemia, notò una statua della Madonna distesa per terra.
Era finita là, a causa di alcuni lavori. La comprò per mezzo ducato e la portò in un suo podere, dove fece costruire un capitello, una volta benedetta ve la posizionò sopra. Ma fu solo successivamente che accaddero fatti inspiegabili.
Nel gennaio del 1741 il signor Borella diede inizio ai lavori per la costruzione di una stalla nei pressi del capitello, ma a circa 120 metri dovette fermarsi trovandosi alla presenza di una vena d’acqua. In paese si venne a sapere il fatto e subito accorsero e ne attestarono i benefici.
Il vescovo stabilì che il territorio su cui sorgeva il capitello fosse sotto la giurisdizione della parrocchia di Dossobuono. Con le offerte che giungevano dai devoti seguì la costruzione della chiesa
LA NOVENA ALLA MADONNA DELLA SALUTE
Vergine Maria che sei invocata sotto il titolo di Madonna della Salute perché Madre del Salvatore nostro Gesù, concedimi il dono della salute dell’anima mettendomi in grazia di Dio e ricevendo i Santissimi Sacramenti. Intercedi per la salute del corpo, per la maggior gloria di Dio e il bene delle nostre anime.
 Ave Maria…
Madonna della Salute, prega per noi
Vergine Maria, Madonna della Salute, che rispondi sempre pietosa ai lamenti di chi soffre, ottienimi dal Signore la grazia di sopportare con pazienza le mie sofferenze, facendomi comprendere quale tesoro di sapienza e di bontà sia nascosto in esse.
Ave Maria…
Madonna della Salute, prega per noisantuario
Vergine Maria, Madonna della Salute, perché consolatrice degli afflitti e salute degli ammalati, ottienimi la grazia della salute del corpo, guarendomi dai mali presenti, da ogni infestazione diabolica e donami vigore sufficiente per compiere i doveri del mio stato.
Ave Maria…
Madonna della Salute, prega per noi
O Maria, Salute degli Infermi che sei stata testimone sulla terra delle sollecitudini amorose del tuo Divin Figlio verso ogni sorta di ammalati, e con cuore materno hai sempre cooperato al sollievo delle anime e dei corpi sofferenti, continua ancora per noi quest’opera di misericordia e, in quanto può esser utile per l’anima nostra, ottienici anche il rimedio alle infermità del nostro corpo.
Ave Maria…
Madonna della Salute, prega per noi
O Madonna della Salute, che da tutti i popoli sei stata sempre invocata con particolare fiducia, tanto nelle calamità pubbliche come in quelle private, assistici propizia anche nelle difficoltà presenti e preservaci da ogni pericolo dell’anima e del corpo, affinché anche noi possiamo sempre lodare e benedire te vera Salute degli Infermi come da secoli sei venerata nel tuo santuario.
Madonna della salute -  DossobuonoAve Maria…
Madonna della Salute, prega per noi
O Vergine delle Vergini, che sul Calvario sei stata destinata ad assistere all’agonia del tuo Divin Figlio, sii vicina anche a noi negli ultimi momenti della nostra vita, affinché possiamo vincere ogni tentazione, accettare con rassegnazione la morte e, invocando il tuo nome dolcissimo, per te e con te veniamo al possesso della beatitudine eterna.
Ave Maria…
Madonna della Salute, prega per noi
Madre mia e fiducia mia, torre salda negli assalti dell’inferno, a chi altri potrò ricorrere per essere aiutato? Tu sola sei la Mediatrice di tutte le Grazie, Colei che nella Luce di Dio distribuisce a chi vuole, come vuole e quando vuole i frutti della Redenzione operata dal tuo Dio e Figlio Gesù. Tu puoi aiutarmi in tutte le mie necessità, tu sola sei la Salute degli Infermi, tu sei l’unica Madre che vuol salvare dalla dannazione eterna tutti i figli.
Ave Maria…
Madonna della Salute, prega per noi
O Salute di noi peccatori, tu sei stata Assunta in Cielo in Anima e Corpo, sei Onnipotente per Grazia ed ascolti anche ogni mio sospiro e ogni mio pensiero. Sono assolutamente sicuro che tu adesso mi stai ascoltando, tu già conosci tutto di me perché mai mi perdi di vista, tu mi sei sempre accanto. Aiutami adesso e donami questa Grazia a me necessaria.
Ave Maria…madonna della salute5
Madonna della Salute, prega per noi
O Madre Santissima, Regina dell’Amore, a te che riversi come un fiume le Grazie di Gesù e le distribuisci a coloro che te le chiedono, o Madre Santissima, prostrato ai tuoi piedi, per i tuoi dolori, per i tuoi meriti, per la tua obbedienza ed umiltà, ti chiedo, o potente Salute degli Infermi, terrore dei demoni, di farmi questa Grazia.
Ave Maria…
Madonna della Salute, prega per noi
Salve Regina
PREGHIAMO: O Maria, che sei dalla Chiesa invocata col dolce titolo di Salute degli Infermi, guarda con occhio di bontà alle nostre miserie; intercedi per la salute del nostro corpo, se questa torni a vantaggio dell’anima nostra; consolaci nelle prove e infermità o col liberarci da esse o con l’ottenerci una perfetta pazienza e uniformità ai divini voleri, così da essere purificati nel dolore ed arricchiti di meriti eterni.
Maria Incoronata, Salute degli Infermi prega per noi
Fonti: http://www.madonnadellasalutevr.it/index.php?option=com_content&view=article&id=26&Itemid=29http://www.madonnadellasalutevr.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2&Itemid=3