lunedì 17 novembre 2014

Salve Madre Beata, Salve Vergine Immacolata!

Salve Mediatrice Universale, Salve Signora e Padrona nostra!

Ave Casa di Dio, Ave Suo Tempio Santo!

Ave Incenso dell’Amore che ci fa salire a Dio!

Ave riflesso dello sguardo di Dio!

Ave Cuore del Figlio, Ave Giglio tra le Spine! Salve Regina!



Gesù Bambino di Praga


Letture di lunedì 17 novembre 2014

XXXIII Settimana del Tempo Ordinario – Anno II
 
Dice il Signore: «Io ho progetti di pace e non di sventura; voi mi invocherete e io vi esaudirò, e vi farò tornare da tutti i luoghi dove vi ho dispersi».

PREGHIERA DEL MATTINO

Il tuo aiuto, Signore, ci renda sempre lieti nel tuo servizio, perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene, possiamo avere la felicità piena e duratura. Per Cristo nostro Signore. Amen.

PRIMA LETTURA

Ap 1, 1-4; 2, 1-5 – Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo.
Rivelazione di Gesù Cristo, al quale Dio la consegnò per mostrare ai suoi servi le cose che dovranno accadere tra breve. Ed egli la manifestò, inviandola per mezzo del suo angelo al suo servo Giovanni, il quale attesta la parola di Dio e la giovanni visionitestimonianza di Gesù Cristo, riferendo ciò che ha visto. Beato chi legge e beati coloro che ascoltano le parole di questa profezia e custodiscono le cose che vi sono scritte: il tempo infatti è vicino.
Giovanni, alle sette Chiese che sono in Asia: grazia a voi e pace da Colui che è, che era e che viene, e dai sette spiriti che stanno davanti al suo trono, e da Gesù Cristo, il testimone fedele, il primogenito dei morti e il sovrano dei re della terra. [Io udii il Signore che mi diceva]:
«All’angelo della Chiesa che è a Èfeso scrivi:
“Così parla Colui che tiene le sette stelle nella sua destra e cammina in mezzo ai sette candelabri d’oro. Conosco le tue opere, la tua fatica e la tua perseveranza, per cui non puoi sopportare i cattivi. Hai messo alla prova quelli che si dicono apostoli e non lo sono, e li hai trovati bugiardi. Sei perseverante e hai molto sopportato per il mio nome, senza stancarti. Ho però da rimproverarti di avere abbandonato il tuo primo amore. Ricorda dunque da dove sei caduto, convèrtiti e compi le opere di prima“».
C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Sal 1
RIT: Al vincitore darò da mangiare dall’albero della vita.
alberoBeato l’uomo che non entra nel consiglio dei malvagi, non resta nella via dei peccatori e non siede in compagnia degli arroganti, ma nella legge del Signore trova la sua gioia, la sua legge medita giorno e notte. RIT È come albero piantato lungo corsi d’acqua, che dà frutto a suo tempo: le sue foglie non appassiscono e tutto quello che fa, riesce bene. RIT
Non così, non così i malvagi, ma come pula che il vento disperde. Poiché il Signore veglia sul cammino dei giusti, mentre la via dei malvagi va in rovina. RIT

CANTO AL VANGELO

Alleluia, Alleluia.
Io sono la luce del mondo, dice il Signore; chi segue me avrà la luce della vita.
Alleluia.

VANGELO

Lc 18, 35-43 – Dal Vangelo secondo Luca
miracolo cieco2Mentre Gesù si avvicinava a Gèrico, un cieco era seduto lungo la strada a mendicare. Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. Gli annunciarono: «Passa Gesù, il Nazareno!».
Allora gridò dicendo: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!». Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perché tacesse; ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
Gesù allora si fermò e ordinò che lo conducessero da lui. Quando fu vicino, gli domandò: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». Egli rispose: «Signore, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato».
Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo glorificando Dio. E tutto il popolo, vedendo, diede lode a Dio.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

COMMENTO

«Passa Gesù, il Nazareno!».
Data la situazione di peccato, la nostra conseguente fragilità, è molto probabile ritrovarci come il povero di Gèrico: ciechi, immobili, sulla strada come mendicanti di luce, di pane e soprattutto di qualcuno che abbia pietà del nostro misero stato. Siamo già fortunati se qualcuno ci avverte che sta passando vicino a noi Gesù Nazzareno. È miracolo ciecogià una grande grazia se abbiamo anche la capacità di riconoscere la nostra miseria, la nostra indigenza, la nostra cecità. Vuol dire che la nostra fede è viva se poi dal profondo del nostro cuore si leva il grido accorato della preghiera verso Colui che può guarirci. «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!». È importante notare come alcuni caritatevolmente ci informano che sta passando Gesù e altri ci rimproverano perché le nostre grida sarebbero di disturbo.«Lo sgridavano, perché tacesse». Il povero mendicante ci offre un bell’esempio di perseveranza nella preghiera e di fede viva nel Signore: «Ma lui continuava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù che dice di sé: «Io sono la luce del mondo, chi segue me non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della vita», si fermò e ordinò che glielo conducessero. Esortandolo poi a ripetere la sua invocazione, Gesù vuole dare ulteriore slancio alla sua fede. Prima che torni la vista agli occhi della carne Egli vuole che risplenda la luce dell’anima. Infatti gli dice: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato». Gli astanti prima in atteggiamenti diversi alla vista del miracolo, anch’eesi s’illuminano e danno lode a Dio. Sant’Agostino soleva ripetersi: «Ho timore del Signore che passa!». Lo stesso santo timore dovremmo nutrire anche noi: il Signore passa e bussa alla porta del nostro cuore, in tanti modi e momenti diversi della nostra vita. Sarebbe un grave peccato lasciarlo passare e non rispondere con la nostra vita alle sue divine ispirazioni. (Omelia dei Monaci Benedettini Silvestrini su lachiesa.it)

PREGHIERA DELLA SERAchiamata4

Signore Gesù, Tu sei venuto per dare inizio al regno messianico: nel Tuo nome i malati guariscono, i morti risorgono e la salvezza viene annunziata ai poveri. Consapevoli delle tenebre che ancora ci avvolgono, Ti invochiamo come il cieco di Gerico, dicendo: Figlio di Davide, abbi pietà di noi! Ti affidiamo anche, le gioie e le fatiche, le rinunce e gli atti di carità che siamo riusciti a fare in questo giorno e Ti ringraziamo con tutto il cuore per tutto quello che fai per noi e ci dai ogni giorno.
Padre misericordioso, che ascolti il grido degli oppressi che con fiducia e insistenza si rivolgono a Te, accogli la preghiera che Ti rivolgiamo ed esaudiscila nel nome di Gesù Cristo Tuo Figlio, che vive e regna con Te nei secoli dei secoli. Amen.

SANTA ELISABETTA D’UNGHERIA

(1207-1231) 17 novembre
SANTA ELISABETTA D'UNGHERIAUna bellissima regina abbandonata all’età di 4 anni per diventare una degna moglie di re, vive una grande storia d’amore fino alla morte del marito diventato anch’egli santo.
Elisabetta, nata a Bratislava nel 1207, era figlia di Andrea II d’Ungheria e di sua moglie. A 4 anni circa, il padre la fece fidanzare con Luigi, il figlio maggiore di Ermanno I, langravio della Turingia, e la mandò a vivere alla corte di Wartbourg, affinchè ricevesse un’educazione adeguata.

VIDEO-STORIA

Sebbene a corte fosse trattata in modo scortese da alcuni, che senza dubbio ne invidiavano la bellezza, la bontà e la personalità generosa e cordiale, ciò accrebbe l’affetto di Luigi che si trasformò in vero amore, quando la giovane diventò adulta. Nel 1221, Luigi, compiuti vent’un anni e assunta la carica di langravio al osto del padre, la sposò, quando quest’ultima aveva quattordici anni.
Furono fatti molti tentatavi per convincerlo a rimandare Elisabetta in Ungheria, ma Luigi insistette che piuttosto avrebbe ceduto una montagna d’oro. Luigi, venerato in Germania come santo (11 settembre), sebbene il suo culto non sia mai stato confermato, sembra aver avuto molte qualità pari a quelle della moglie, e il loro breve matrimonio fu incredibilmente felice. Ebbero tre figli: Ermanno, che morì a diciannove anni, Sofia, che sposò il duca di Brabante e, la B. Gertrude (13 agosto), che divenne badessa ad Altenburg.
SANTA ELISABETTA D'UNGHERIA1
Luigi accettò la necessità di Elisabetta di condurre una vita semplice ed austera, e non cercò mai di ostacolare i suoi lunghi periodi di preghiera o le sue opere di carità. La straordinaria generosità di Elisabetta fu talvolta criticata e ritenuta stravagante da altri; nel 1225, per esempio, quando la zona della Germania in cui vivevano fu colpita da una carestia, usò tutte le ricchezze a disposizione e distribuì tutto il grano che possedeva alle persone maggiormente colpite.
Ai membri della sua famiglia, che si lamentavano con Luigi di questo comportamento, il marito rispose che non aveva intaccato le sue finanze e aggiunse, con il suo fare tipico: “Per quanto riguarda le sue opere di carità ci porteranno la benedizione divina, che non ci mancherà finchè continuerà ad alleviare le pene dei poveri come sta facendo”. In effetti una delle storie più famose che illustrano la carità di Elisabetta descrivono anche la sensibilità di Luigi.
Un giorno, Elisabetta fece dispendere un lebbroso morente nel letto coniugale, e quando Luigi apprese la notizia, corse infuriato nella stanza e strappò via le coperte “ma in quell’istante” come afferma il biografo di Elisabetta, Dietrich di Apolda, “Dio onnipotente gli aprì gli occhi dell’anima e invece del lebbroso vide l’immagine di Cristo crocifisso disteso sul letto.” (sfortunatamente i biografi successivi trasformarono questa semplice descrizione di un momento di ELISABETTA d'ungheriaintrospezione e crescita interiore in un’apparizione fisica, dato che affermano che Luigi vide con i suoi occhi “un crocifisso sanguinante con le braccia aperte”.)
Poiché il castello di Wartburg si ergeva su una collina molto ripida, Elisabetta fece costruire un ospedale ai suoi piedi, dove si recava regolarmente per assistere i pazienti o rifare i loro letti; inoltre vi erano anche bambini, specialmente orfani, che aiutava sempre, e poveri che giungevano ogni giorno alla sua porta in cerca di cibo. In ogni caso fu sempre abile e generosa, trovando e offrendo un lavoro a quelli che erano in grado di svolgerlo,  piuttosto che cibo o denaro.
Nel 1227, Luigi decise di partire per la Puglia per raggiungere l’imperatore Federico II, che stava organizzando una nuova crociata; Elisabetta, “con grande dolore e sofferenza” al pensiero della separazione prossima, cavalcò con lui tutto il giorno. Luigi non raggiunse mai la Terra Santa, poiché contrasse la peste a Otranto, e morì il giorno 11 settembre. La notizia raggiunse Wartburg in ottobre, ma Elisabett, che aveva solo vent’anni e aveva appena partorito la sua seconda figlia, fraintese la notizia ricevuta dalla suocera e pensò che Luigi fosse stato preso prigioniero. Appresa la verità, le si spezzò letteralmente il cuore, e gridò: “Il mondo è morto per me, e così ogni sua gioia” (e per un certo periodo, incapace di sopportare il dolore, vagò per il castello piangendo in modo inconsolabile).
Non è del tutto chiaro cosa successe in seguito, ma si racconta che il cognato di Elisabetta, in veste di reggente per il figio infante, desideroso di mantenere il
SANTA ELISABETTA D'UNGHERIA2potere, la costrinse a lasciare Wartburg insieme ai figli e a due servitori, in quello stesso inverno; gli sventurati incontrarono molte difficoltà e furono sottoposti a dure privazioni finchè Matilda, zia di Elisabetta e badessa di Kitzingen, li accolse nel monastero.
Secondo un altro racconto, Elisabetta lasciò Wartburg volontariamente, ipotesi consona al suo desiderio di vivere come la gente comune, poiché riteneva che i ricchi vivessero alle spalle dei poveri. In entrambi i casi, si recò a Kitzingen, dove lasciò la figlia Sofia alle cure delle monache, prima di recarsi a Bamberga, dove suo zio era vescovo; Quest’ultimo mise a sua disposizione il castello di Pottenstein e iniziò a fare dei piani ambiziosi per farla risposare, ma Elisabetta rifiutò questa proposta, dato che prima della partenza di Luigi per la crociata si erano scambiati la mutua promessa di non risposarsi mai.
Dopo la solenne sepoltura di Luigi, dopo aver sistemato la sua famiglia, Elisabetta si fece francescana . Si sistemò in una casupola che si fece costruire appositamente, con annesso un ospizio per i malati, i poveri e gli anziani, per dedicarsi totalmente alla loro assistenza. Alcuni biografi notano una totale differenza tra Elisabetta bambina, moglie e madre, ed Elisabetta vedova e asceta, e la criticano per aver abbandonato i figli; è impossibile conoscere il motivo della sua decisione, tuttavia può essere stato per evitare che subissero dure privazioni, oltre al fatto che lei stessa era stata allontanata dai genitori in età giovanissima, cosa che la rendeva più facile comportarsi alla stessa maniera.
Il suo confessore diventò il fanatico Corrado di Marburgo, il quale le impedì la vicinanza di due amatissime dame di compagnia, unadelle quali era con lei sin dalla nascita e che sicuramente l’amava come una madre, sostituendole con due donne severe che non conosceva e ceh informavano Corrado di ogni minima disobbedienza ai suoi precisi comandi; si diceSANTA ELISABETTA D'UNGHERIA4 che per punirla la schiaffeggiasse o la battesse con “un bastone lungo e spesso”. Elisabetta lavorò instancabilmente nell’ospizio e nelle case dei poveri e, nonostante il cattivo stato di salute, non rinunciò a condurre una vita privata assai austera e all’età di 24 anni morì.
Le spoglie furono collocate nella cappella dell’ospizio, dove poi fu sepolta, e presto si raccontò che erano avvenuti miracoli per sua intercessione; Corrado cominciò subito a raccogliere testimonianze sulla sua santità, ma non visse abbastanza a lungo per assistere alla canonizzazione.
E’ invocata contro la tigna, come protettrice di panettieri e Terz’ordine francescano.

FonteIl primo grande dizionario dei santi di Alban Butler

domenica 16 novembre 2014

Trentatrè offerte del sangue di Gesù

di Santa Gertrude – 16 novembre
Sangue Preziosissimo.2L’antica devozione delle “trentatrè offerte del Sangue di Gesù” è una pia pratica che, oltre a portare sollievo immediato ai consacrati purganti, ottiene per chi prega grazie singolari ed opera meravigliose conversioni fra i peccatori, strappa dalla tiepidezza i cristiani poco fervorosi. Rende i sacerdoti apostoli zelanti, spesso risana le infermità del corpo, addolcisce la sofferenza con una gioiosa rassegnazione alla Volontà Divina ed infine fa desiderare all’anima una perfezione più alta.
Le persone, le quali cominciano a recitare con fiducia, umiltà e fervore, sopratutto con perseveranza questa preghiera, possono sperimentare in breve la verità di queste affermazioni.
Attesta un’ anima santa del Purgatorio. “Voi viventi potete tutto per noi e noi possiamo tutto per Voi; è uno scambio di preghiere “.
Scrive S. Teresa d’Avila: “Tutto ciò che non ho potuto ottenere dai Santi, infallibilmente l’ho ottenuto sempre per intercessione delle Anime Sante del Purgatorio.
sangue preziosissimo1Nessuno ha idea di come si soffre in Purgatorio. Tra queste anime però, condannate nel carcere della Giustizia Divina, Dio ha una speciale predilezione per le anime dei sacerdoti, che riguarda come la “pupilla dei suoi occhi“. Se per un bicchiere di acqua dato in Suo nome, Dio promette una ricompensa, come non concederà tutte le grazie a coloro che porgono il calice con il Sangue di Gesù per estinguere la “sete di Dio” provata dai sacerdoti e dai religiosi?
Con la nostra preghiera avremo, quindi, dei potenti mediatori che apriranno i tesori infiniti del Cuore misericordioso di Dio per tutti i viventi.
Siate misericordiosi ed otterrete misericordia” ha detto Gesù. Chi compatisce e dona sollievo alle acutissime pene di queste anime sofferenti, a sua volta, quando sarà tra le fiamme divoratrici del Purgatorio e la preghiera dei propri parenti sarà scarsa, avrà sulla terra cuori generosi che accelereranno la sua liberazione ed i Sacerdoti e i religiosi suffragati si prostreranno dinanzi al Trono di Dio per supplicare in suo favore.
I FRUTTI MERAVIGLIOSI DI QUESTA PREGHIERA 
Una signora di Bolzano, da lunghi anni offriva il Sangue di Gesù per i sacerdoti defunti, ma poi sopraffatta dalle faccende domestiche e dall’impegno per il marito ammalato, tralasciò questa pia pratica. Un pomeriggio mentre essa era assopita in un leggero sonno vide affollarsi la stanza di innumerevoli sacerdoti e le sembrò che quel luogo non fosse più capace di contenerli tutti. Erano di ogni età e di ogni nazione e rimanevano in angosciosa attesa. Ella stupita volle chiedere che cosa aspettassero: ma ad un tratto vide venire verso di lei un giovanissimo sacerdote che le disse: ‘Aspettiamo le trentatrè offerte del Sangue di Gesù sangue di Gesù5per sollevarci dalle nostre pene“. Comprese allora la Signora la grande efficacia di questa devozione che aveva trascurato e che d’allora non tralasciò più.
Un gruppetto di anime ferventi con rammarico vedevano il loro parroco sempre più allontanarsi dagli ideali più elevati ed incamminarsi verso la perdizione. Con grande fiducia e fervore esse offrirono il Sangue di Cristo per Lui. In breve tempo, con loro grande consolazione, videro il sacerdote mutare vita e diventare modello di ogni virtù, riamato e stimato da tutti i suoi fedeli.
LA VISIONE DI S. GERTUDE 
Gesù, apparendo un giorno a S. Geltrude, disse: “Tutte le volte che liberi una anima dal Purgatorio fai un atto a Me sì gradito, che più non lo sarebbe se riscattassi Me stesso dalla sofferenza. A tempo debito, ricompenserò i miei liberatori, secondo l’abbondanza delle mie ricchezze.”
I fedeli libereranno un’anima più o meno presto a seconda che pregheranno con più, o meno fervore, e anche a seconda dei meriti che ciascuno avrà acquistato durante la vita“. (Rivelazioni di S. Geltrude, Libro V, Cap. 18) “Le persone che hanno dimenticato le anime purganti vengono a loro volta dimenticate“.
CORONCINA PER LE ANIME SACERDOTALI E RELIGIOSE CHE SOFFRONO IN PURGATORIO 
Questa coroncina è formata da 12 grani grossi e 33 grani piccoli. (4+11 – 4+11 – 4+11)
Sangue-sacro-cuoreNel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Prostrati in spirito ai piedi della Croce, in compagnia della Santissima Vergine, contemplando Gesù Crocifisso che gronda di Sangue, cominciamo a pregare: 
Sul Crocifisso si prega il : De profundis
Dal profondo a Te grido, o Signore; Signore, ascolta la mia voce. Siano i tuoi orecchi attenti alla voce della mia preghiera. Se consideri le colpe, Signore, Signore, chi potrà sussistere? Ma presso di te è il perdono: perciò avremo il tuo timore. Io spero nel Signore, l’anima mia spera nella tua parola. L’anima mia attende il Signore più che le sentinelle l’aurora. Israele attenda il Signore, perché presso il Signore è la misericordia e grande presso di lui la redenzione. Egli redimerà Israele da tutte le sue colpe.
L’Eterno riposo, dona a loro o Signore, risplenda ad essi la luce perpetua riposino in pace. Amen
Sui 4 grani grossi:
Madonna del Sacro Cuore, prega per le anime sacerdotali e religiose.
Sugli 11 grani piccoli:
Eterno Padre, Ti offro il Sangue Preziosissimo di Gesù, per le anime sacerdotali e religiose più sofferenti e più abbandonate del purgatorio.
Così per tre volte (totale: tre volte quattro grani grossi e tre volte undici grani piccoli)
Alla fine della coroncina si pregano queste orazioni:sangue di Gesù
I. O Signore Gesù Cristo, Sacerdote Eterno, che nella Tua vita terrena con generosa sollecitudine hai soccorso ogni povero afflitto e abbandonato, Ti supplico di rivolgere il Tuo sguardo compassionevole verso le anime sacerdotali, tutta la gerarchia religiosa che, nel Purgatorio soffre più atrocemente ed è da tutti dimenticata ed abbandonata. Guarda queste anime tormentate dalla voracità delle fiamme e ascolta le loro grida che chiedono pietà e domandano soccorso.
II. O Cuore Misericordioso di Gesù, che fosti in preda ai più crudeli tormenti spirituali nell’amara solitudine dell’orto degli Ulivi, offri a Dio la tua rassegnazione e la tua dolorosa Passione e Agonia per la liberazione di queste anime sacerdotali e religiose.
L’Eterno riposo, dona a loro o Signore, risplenda ad essi la luce perpetua riposino in pace. Amen
ALLA MADONNA DEL SACRO CUORE PER LE ANIME SACERDOTALI 
Madre della Misericordia e Madre dell’Eterno Sacerdote, Regina degli Apostoli, volgi il tuo sguardo di pietà verso queste anime sacerdotali e religiose per le quali preghiamo.
sangue di Gesù4O dolce Regina del Sacro Cuore, mostra la Tua potenza e libera le anime sacerdotali e religiose dalle pene del Purgatorio per i meriti del Preziosissimo Sangue di Gesù.
Ricordati, o Madre Ammirabile, dei sacerdoti che sono oggi in agonia e salva quelli che stanno forse, in questo momento gettando la loro corona sacerdotale sotto i piedi del demonio per la loro dannazione eterna.
San Giuseppe, San Michele Arcangelo, Santi Apostoli, Vescovi, Sacerdoti e Anime beate del Paradiso, intercedete per queste Anime sacerdotali e religiose che soffrono.
Consolatele, sostenetele, affrettate la loro liberazione e il loro ingresso glorioso in Paradiso.
E voi, Anime Sante, intercedete per noi, e otteneteci la grazia………. (la si chieda), se essa serve alla gloria di Dio e per la salvezza della nostra anima, affinché possiamo far conoscere a tutti la vostra potente intercessione e questa devozione per la gloria di Dio e per la nostra felicità eterna. Amen.
(Con approvazione ecclesiastica)
L’antica devozione delle “trentatrè offerte del Sangue di Gesù”sangue di Gesù.1
Pratica:
Preghiamo nostro Signore d’applicare i meriti del tormento della sete che Egli ha patito sulla croce alle anime che saranno nel Purgatorio a causa dei nostri errori.
NON SO SE SIA VERO, MA DI SICURO POSSONO SOLO AIUTARE…
Queste due brevissime preghiere, entrambe liberano 1000 anime dal purgatorio!! 
La prima e’ di s.Gertrude poi estesa anche ai peccatori viventi:
“Eterno padre, io offro il preziosissimo sangue del tuo divin figlio Gesu’, in unione con le messe dette in tutto il mondo oggi, per tutte le anime sante del purgatorio, per i peccatori di ogni luogo, per i peccatori della chiesa universale, quelli della mia casa e dentro la mia famiglia. amen.”
La seconda e’ la seguente:
Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, com’era nel principio ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il Tuo nome, venga il Tuo regno, sia fatta la Tua volontà, come in cielo e così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano e rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre intentazione, ma liberaci dal male. Amen
(Ripete 10 volte) Madre di Dio corredentrice del mondo prega per noi.
Salve Regina, Madre di Misericordia, vita, dolcezza, speranza nostra, salve. A Te ricorriamo, noi esuli figli di Eva, a Te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, Avvocata nostra, rivolgi a noi quegli occhi Tuoi misericordiosi e mostraci dopo questo esilio Gesù, il frutto benedetto del Tuo seno. O Clemente, o Pia, o Dolce Vergine Maria.

Letture di domenica 16 novembre 2014

XXXIII Domenica del Tempo Ordinario – Anno A

Dice il Signore: «Io ho progetti di pace e non di sventura; voi mi invocherete e io vi esaudirò, e vi farò tornare da tutti i luoghi dove vi ho dispersi».

PREGHIERA DEL MATTINO

Il tuo aiuto, Signore, ci renda sempre lieti nel tuo servizio, perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene, possiamo avere la felicità piena e duratura. Per Cristo nostro Signore. Amen.

PRIMA LETTURA

Prv 31, 10-13. 19-20. 30-31 – Dal libro dei Proverbi
donneUna donna perfetta chi potrà trovarla? Ben superiore alle perle è il suo valore. In lei confida il cuore del marito e non verrà a mancargli il profitto.
Essa gli dà felicità e non dispiacere per tutti i giorni della sua vita. Si procura lana e lino e li lavora volentieri con le mani.
Stende la sua mano alla conocchia e gira il fuso con le dita. Apre le sue mani al misero, stende la mano al povero.
Fallace è la grazia e vana è la bellezza, ma la donna che teme Dio è da lodare.
Datele del frutto delle sue mani e le sue stesse opere la lodino alle porte della città.
C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Sal.127
RIT: Beato chi cammina nelle vie del Signore.
in camminoBeato l’uomo che teme il Signore e cammina nelle sue vie. Vivrai del lavoro delle tue mani, sarai felice e godrai d’ogni bene. Rit
La tua sposa come vite feconda nell’intimità della tua casa; i tuoi figli come virgulti d’ulivo intorno alla tua mensa. Rit
Così sarà benedetto l’uomo che teme il Signore. Ti benedica il Signore da Sion! Possa tu vedere la prosperità di Gerusalemme per tutti i giorni della tua vita. Rit

SECONDA LETTURA

1 Ts 5, 1-6 – Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicesi
Gesù la tua luceFratelli, riguardo ai tempi e ai momenti, non avete bisogno che ve ne scriva; infatti voi ben sapete che come un ladro di notte, così verrà il giorno del Signore. E quando si dirà: “Pace e sicurezza”, allora d’improvviso li colpirà la rovina, come le doglie una donna incinta; e nessuno scamperà.
Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, così che quel giorno possa sorprendervi come un ladro: voi tutti infatti siete figli della luce e figli del giorno; noi non siamo della notte, né delle tenebre.
Non dormiamo dunque come gli altri, ma restiamo svegli e siamo sobrii.
C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

CANTO AL VANGELO

Alleluia, Alleluia.
Vegliate e state pronti, perché non sapete in quale giorno il Signore verrà.
Alleluia.

VANGELO

Mt 25, 14-30 – Dal Vangelo secondo Matteo
[In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: "Un uomo, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, parabola_dei_talentia un altro due, a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità, e partì.]
Colui che aveva ricevuto cinque talenti, andò subito a impiegarli e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone.
[Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò, e volle regolare i conti con loro. Colui che aveva ricevuto cinque talenti, ne presentò altri cinque, dicendo: Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque. Bene, servo buono e fedele, gli disse il suo padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone.]
Presentatosi poi colui che aveva ricevuto due talenti, disse: Signore, mi hai consegnato due talenti; vedi, ne ho guadagnati altri due. Bene, servo buono e fedele, gli rispose il padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone.
Venuto infine colui che aveva ricevuto un solo talento, disse: Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; per paura andai a nascondere il talento sotterra: ecco qui il tuo. Il padrone gli rispose: Servo malvagio e infingardo, sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha sarà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. E il servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Lettura ed Omelia di Don Ferdinando Colombo

(DISPONIBILE DA DOMENICA)

COMMENTO

I doni di Dio.

La vita, l’esistenza, la fede, tutto quello che siamo e di cui godiamo, l’abbiamo ricevuto in dono gratuito. È talmente evidente la gratuità che può indurci perfino a pensare che tutto sia “normale” e che tutto ci sia dovuto. Ne siamo beneficiari dalla nostra nascita e tutto è nato con noi. La vita nel suo svolgersi quotidiano ci ha ulteriormente convinti di tanti doni, man mano che esercitavamo le nostre facoltà fisiche e spirituali. Ci siamo così impossessati in modo stabile dei doni fino a ritenerli definitivamente nostri. Se i doni sono gratuiti e ci appartengono ciò non significa che Parabola_dei_talentipossiamo farne un uso esclusivo personale: dobbiamo costantemente ricordarci che ci sono stati affidati dal Signore e tutto deve essere orientato per la sua gloria. Egli si attende quindi legittimamente che portino frutti e si moltìplichino. Dobbiamo rendere conto a Colui che ce li ha affidati e che ha riposto in noi la sua fiducia. Arriva poi, anche se inatteso, il momento del rendiconto. Non ha importanza se ci sono stati dati cinque, tre o un solo talento: i doni di Dio sono sempre preziosissimi e di un valore incalcolabile. Ognuno è responsabile di quanto ha ricevuto, ognuno deve sentirsi impegnato ad impiegarlo nel modo migliore. Solo a queste condizioni potremmo sentirci ripetere: “Bene, servo buono e fedele, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”. La ricompensa per la alacre fedeltà è infinitamente superiore ad ogni attesa. Il premio finale è la partecipazione definitiva alla gioia del Signore. È significativo che questo brano evangelico ci sia offerto mentre volge al termine l’anno liturgico. Una tappa che ci ricorda un adempimento e un compimento, che ci induce a fare un bilancio del tempo e della vita in attesa di quello finale. Non possiamo lasciarci condizionare dalla paura che è sempre una cattiva consigliera. Non ci è lecito mettere sotterra il prezioso talento. Non dovremmo mai arrivare all’assurdo di incolpare il Donatore del mancato frutto dei nostri doni: “A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più”. Potremmo essere privati del nostro talento perché non ha senso lasciarlo nelle mani di chi non si è dimostrato capace di farlo fruttificare a dovere. Ecco perché il Signore ci ripete: “Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha sarà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha”. È opportuno infine ricordarci in che direzione dobbiamo indirizzare la nostra operosità: “Non accumulatevi tesori sulla terra, dove tignola e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano; accumulatevi invece tesori nel cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove ladri non scassinano e non rubano”.(Preparato dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire)

PREGHIERA DELLA SERAlibro8

La Tua parola o Signore è luce sul nostro cammino, fondamento della nostra fede e alimento di comunione fraterna. Ti affidiamo, oggi o Padre le gioie e le fatiche, le rinunce e gli atti di carità che siamo riusciti a fare in questo giorno e Ti ringraziamo con tutto il cuore per tutto quello che fai per noi e ci dai ogni giorno. O Dio, eterna luce e giorno senza tramonto, assisti il Tuo popolo e conducilo alla meta del suo pellegrinaggio terreno, per Cristo nostro Signore, che vive e regna con Te per i secoli dei secoli. Amen.

Santa Gertrude e Santa Matilde

SANTA GERTRUDE LA GRANDE (1256-1302)
SANTA  MATILDE di HELFTA (1241-1298)
Religiose e sorelle – 16 novembre / 19 novembre
La grande abbazia benedettina di Helfta, formò tra le più grandi scrittrici S. GERTRUDEmistiche della storia della Chiesa e tra queste S. Gertrude soprannominata “la Grande” e S. Matilde dalla voce meravigliosa che la fece diventare maestra del coroPrecorritrici della devozione al S. Cuore di Gesù, videro le loro vite intrecciarsi per poi proseguire unite in uno stile che verrà definito dai critici lo “stile Helfta”.
Matilde all’età di sette anni accompagnò la madre a visitare il convento di monache benedettine a Rodarsdorf; la sua amata sorella maggiore faceva già parte della congregazione e nel 1251 fu eletta badessa alla giovane età di 19 anni. Matilde chiese di restare e fu accolta prima nella scuola abbaziale, poi, raggiunta l’età consona, nella congregazione benedettina; sarebbe sbagliato, ad ogni modo, attribuire questa scelta alla limitatezza delle sue esperienze nel mondo, poiché infatti tornò a casa spesso durante l’infanzia e l’adolescenza, e inoltre l’istruzione che le ragazze ricevevano nelle scuole dei monasteri era eccellente. Le fu poi affidato l’incarico di istruire i bambini che frequentavano la scuola dell’abbazia, compito che svolse parallelamente a quello di maestra del coro, ottenuto grazie alla sua bellissima voce. Nel 1258 la congregazione si trasferì a Helfta.
CATECHESI DI BENEDETTO XVI SU SANTA GERTRUDE LA GRANDE
VIDEO-STORIA IN INGLESE
Tre anni dopo tra i bambini a lei affidati giunse una bimba di 5 anni chiamata Gertrude, di cui non si conoscevano le origini e l’ambiente familiare. (la bimba stessa affermava di essere orfana), che tuttavia aveva, secondo molti, una personalità attraente e una profonda intelligenza. Si instaurò un immediato rapporto tra alunna e insegnate, e sotto la guida di Matilde, che divenne maestra delle novizie dopo la decisione di Gertrude di entrare nella congregazione, la bimba sviluppò tutte le sue facoltà intellettive, diventando tra l’altro, un’eccellente studiosa di latinoA 25 anni, Gertrude visse una profonda esperienza spirituale, che divise la sua vita in due (sebbene lei stessa affermi che non si trattò di un cambiamento irrevocabile); come risultato di questa esperienza, “da studiosa di grammatica diventò teologa”, lasciando gli scrittori secolari che aveva imparato ad amare secondo gli insegnamenti di Matilde, per esaminare più approfonditamente la bibbia e le opere dei Padri della Chiesa. Un sunto delle sue opere è stato pubblicato in 5 volumi ed il primo è stato scritto dopo la sua morte, in base agli appunti di quelli che la conoscevano meglio.
TRENTATRÈ OFFERTE DEL SANGUE DI GESÙ
La pia pratica suggerita da Santa Gertrude per portare sollievo immediato ai consacrati purganti, ottiene per chi prega grazie singolari ed opera meravigliose conversioni fra i peccatori, …
S. MATILDENel frattempo Matilde seguì lo stesso percorso mistico: all’età di 50 anni, scoprì che Gertrude aveva trascritto fedelmente tutte le sue lezioni e informazioni relative alla sua esperienza personale. All’inizio si sentì allarmata e turbata, ma dopo ore di preghiera decise che Gertrude era stata ispirata da Dio, e perciò assieme pubblicarono un manoscritto conosciuto come “Rivelazioni di S. Matilde”. Per entrambe, l’amore di Cristo, simboleggiato dal Suo cuore, era un tema ricorrente, e in questo senso anticiparono la devozione per il Sacro Cuore, che fiorì in Francia circa tre secoli dopo, sebbene in un contesto trinitario più ampio. L’aspetto più coinvolgente delle loro opere è che sono essenzialmente distaccate, in un’epoca in cui gli scrittori mistici tendevano a concentrarsi sull’indegnità dell’uomo davanti a Dio. Gertrude era troppo consapevole delle sue lacune, ma non perse mai di vista la bontà (amore, pietas) di Dio, che l’accettava nonostante le sue mancanze:
“Ammetto di aver sfruttato solo in parte i tuoi doni e perciò non posso credere che fossero tutti destinati solo a me, perché nella tua eterna saggezza non puoi essere frainteso. Ecco perché, o mio benefattore, che mi hai così liberamente concesso doni che non meritavo, ti chiedo di far sì che almeno un lettore sensibile sia mosso a compassione leggendo queste pagine, vedendo che, attraverso il fervore per lo spirito, hai permesso che una gemma regale fosse incastonata nel santuario del mio cuore. Possa quel lettore esser spinto a lodare e innalzare la tua pietà cantando inni nel silenzio del suo cuore o a voce alta […] E perciò trasformerai in qualche modo tutte le mie mancanze in qualcosa di buono (Herald of Divine Love, 2,5)

SANTA MATILDE DI HELFTAVIDEO-STORIA

Matilde morì a circa 57 anni, mentre Gertrude che aveva quindici anni in S. MATILDE1meno, ma che era stata colpita da diverse malattie negli ultimi 10 anni di vita, morì probabilmente nel 1302. Nel secolo scorso queste due sante sono state tra le più conosciute ai cattolici per una serie di orazioni a loro attribuite, ma che in realtà devono essere state fatte da qualcun altro. Alban Butler ha comunque descritto “Le rivelazioni” di S. Gertrude come “l’opera forse più utile, dopo quella di S. Teresa, all’arricchimento della Chiesa, alimentandola di devozione allo stato contemplativo”. Alcuni studiosi di Dante hanno suggerito che Matilde sia Matelda, la donna soletta, che fa una fugace apparizione verso la fine del Purgatorio; altri pensano sia Matilde von Magdeburg, e altri ancora smentiscono entrambe le ipotesi.
Fonte: Il primo grande dizionario dei santi di Alban Butler