Salve Mediatrice Universale, Salve Signora e Padrona nostra!
Ave Casa di Dio, Ave Suo Tempio Santo!
Ave Incenso dell’Amore che ci fa salire a Dio!
Ave riflesso dello sguardo di Dio!
Ave Cuore del Figlio, Ave Giglio tra le Spine! Salve Regina!
lunedì 17 novembre 2014
Letture di lunedì 17 novembre 2014
XXXIII Settimana del Tempo Ordinario – Anno II
RIT: Al vincitore darò da mangiare dall’albero della vita.
Beato
l’uomo che non entra nel consiglio dei malvagi, non resta nella via dei
peccatori e non siede in compagnia degli arroganti, ma nella legge del
Signore trova la sua gioia, la sua legge medita giorno e notte. RIT
È come albero piantato lungo corsi d’acqua, che dà frutto a suo
tempo: le sue foglie non appassiscono e tutto quello che fa, riesce
bene. RIT
Non così, non così i malvagi, ma come pula che il vento disperde. Poiché il Signore veglia sul cammino dei giusti, mentre la via dei malvagi va in rovina. RIT
Io sono la luce del mondo, dice il Signore; chi segue me avrà la luce della vita.
Alleluia.
Mentre
Gesù si avvicinava a Gèrico, un cieco era seduto lungo la strada a
mendicare. Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. Gli
annunciarono: «Passa Gesù, il Nazareno!».
Allora gridò dicendo: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!». Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perché tacesse; ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
Gesù allora si fermò e ordinò che lo conducessero da lui. Quando fu vicino, gli domandò: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». Egli rispose: «Signore, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato».
Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo glorificando Dio. E tutto il popolo, vedendo, diede lode a Dio.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
già una grande grazia se abbiamo anche la capacità di riconoscere la nostra miseria, la nostra indigenza, la nostra cecità. Vuol dire che la nostra fede è viva
se poi dal profondo del nostro cuore si leva il grido accorato della
preghiera verso Colui che può guarirci. «Gesù, figlio di Davide, abbi
pietà di me!». È importante notare come alcuni caritatevolmente ci
informano che sta passando Gesù e altri ci rimproverano perché le nostre
grida sarebbero di disturbo.«Lo sgridavano, perché tacesse». Il povero mendicante ci offre un bell’esempio di perseveranza nella preghiera e di fede
viva nel Signore: «Ma lui continuava ancora più forte: «Figlio di
Davide, abbi pietà di me!». Gesù che dice di sé: «Io sono la luce del
mondo, chi segue me non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della
vita», si fermò e ordinò che glielo conducessero. Esortandolo poi a
ripetere la sua invocazione, Gesù vuole dare ulteriore slancio alla sua
fede. Prima che torni la vista agli occhi della carne Egli vuole che risplenda la luce dell’anima.
Infatti gli dice: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato».
Gli astanti prima in atteggiamenti diversi alla vista del miracolo,
anch’eesi s’illuminano e danno lode a Dio. Sant’Agostino soleva ripetersi: «Ho timore del Signore che passa!». Lo stesso santo timore dovremmo nutrire anche noi: il Signore passa e bussa alla porta del nostro cuore, in tanti modi e momenti diversi della nostra vita. Sarebbe un grave peccato lasciarlo passare e non rispondere con la nostra vita alle sue divine ispirazioni. (Omelia dei Monaci Benedettini Silvestrini su lachiesa.it)
PREGHIERA DELLA SERA
Signore Gesù, Tu sei venuto per dare inizio al regno messianico: nel
Tuo nome i malati guariscono, i morti risorgono e la salvezza viene
annunziata ai poveri. Consapevoli delle tenebre che ancora ci avvolgono,
Ti invochiamo come il cieco di Gerico, dicendo: Figlio di Davide, abbi
pietà di noi! Ti affidiamo anche, le gioie e le fatiche, le rinunce e
gli atti di carità che siamo riusciti a fare in questo giorno e Ti
ringraziamo con tutto il cuore per tutto quello che fai per noi e ci dai
ogni giorno.
Padre misericordioso, che ascolti il grido degli oppressi che con fiducia e insistenza si rivolgono a Te, accogli la preghiera che Ti rivolgiamo ed esaudiscila nel nome di Gesù Cristo Tuo Figlio, che vive e regna con Te nei secoli dei secoli. Amen.
Dice
il Signore: «Io ho progetti di pace e non di sventura; voi mi
invocherete e io vi esaudirò, e vi farò tornare da tutti i luoghi dove
vi ho dispersi».
PREGHIERA DEL MATTINO
Il tuo aiuto, Signore, ci renda sempre lieti nel tuo servizio, perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene, possiamo avere la felicità piena e duratura. Per Cristo nostro Signore. Amen.PRIMA LETTURA
Ap 1, 1-4; 2, 1-5 – Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo.
Rivelazione di Gesù Cristo, al quale Dio la consegnò per mostrare ai suoi servi le cose che dovranno accadere tra breve. Ed egli la manifestò, inviandola per mezzo del suo angelo al suo servo Giovanni, il quale attesta la parola di Dio e la
testimonianza di Gesù Cristo, riferendo ciò che ha visto. Beato chi legge e beati coloro che ascoltano le parole di questa profezia e custodiscono le cose che vi sono scritte: il tempo infatti è vicino.
Giovanni, alle sette Chiese che sono in Asia: grazia a voi e pace da Colui che è, che era e che viene, e dai sette spiriti che stanno davanti al suo trono, e da Gesù Cristo, il testimone fedele, il primogenito dei morti e il sovrano dei re della terra. [Io udii il Signore che mi diceva]:
«All’angelo della Chiesa che è a Èfeso scrivi:
“Così parla Colui che tiene le sette stelle nella sua destra e cammina in mezzo ai sette candelabri d’oro. Conosco le tue opere, la tua fatica e la tua perseveranza, per cui non puoi sopportare i cattivi. Hai messo alla prova quelli che si dicono apostoli e non lo sono, e li hai trovati bugiardi. Sei perseverante e hai molto sopportato per il mio nome, senza stancarti. Ho però da rimproverarti di avere abbandonato il tuo primo amore. Ricorda dunque da dove sei caduto, convèrtiti e compi le opere di prima“».
C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.
Giovanni, alle sette Chiese che sono in Asia: grazia a voi e pace da Colui che è, che era e che viene, e dai sette spiriti che stanno davanti al suo trono, e da Gesù Cristo, il testimone fedele, il primogenito dei morti e il sovrano dei re della terra. [Io udii il Signore che mi diceva]:
«All’angelo della Chiesa che è a Èfeso scrivi:
“Così parla Colui che tiene le sette stelle nella sua destra e cammina in mezzo ai sette candelabri d’oro. Conosco le tue opere, la tua fatica e la tua perseveranza, per cui non puoi sopportare i cattivi. Hai messo alla prova quelli che si dicono apostoli e non lo sono, e li hai trovati bugiardi. Sei perseverante e hai molto sopportato per il mio nome, senza stancarti. Ho però da rimproverarti di avere abbandonato il tuo primo amore. Ricorda dunque da dove sei caduto, convèrtiti e compi le opere di prima“».
C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.
SALMO RESPONSORIALE
Sal 1RIT: Al vincitore darò da mangiare dall’albero della vita.
Non così, non così i malvagi, ma come pula che il vento disperde. Poiché il Signore veglia sul cammino dei giusti, mentre la via dei malvagi va in rovina. RIT
CANTO AL VANGELO
Alleluia, Alleluia.Io sono la luce del mondo, dice il Signore; chi segue me avrà la luce della vita.
Alleluia.
VANGELO
Lc 18, 35-43 – Dal Vangelo secondo LucaAllora gridò dicendo: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!». Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perché tacesse; ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
Gesù allora si fermò e ordinò che lo conducessero da lui. Quando fu vicino, gli domandò: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». Egli rispose: «Signore, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato».
Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo glorificando Dio. E tutto il popolo, vedendo, diede lode a Dio.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
COMMENTO
«Passa Gesù, il Nazareno!».
Data la situazione di peccato, la nostra conseguente fragilità, è
molto probabile ritrovarci come il povero di Gèrico: ciechi, immobili,
sulla strada come mendicanti di luce, di pane e soprattutto di qualcuno
che abbia pietà del nostro misero stato. Siamo già fortunati se qualcuno
ci avverte che sta passando vicino a noi Gesù Nazzareno. È
PREGHIERA DELLA SERA
Signore Gesù, Tu sei venuto per dare inizio al regno messianico: nel
Tuo nome i malati guariscono, i morti risorgono e la salvezza viene
annunziata ai poveri. Consapevoli delle tenebre che ancora ci avvolgono,
Ti invochiamo come il cieco di Gerico, dicendo: Figlio di Davide, abbi
pietà di noi! Ti affidiamo anche, le gioie e le fatiche, le rinunce e
gli atti di carità che siamo riusciti a fare in questo giorno e Ti
ringraziamo con tutto il cuore per tutto quello che fai per noi e ci dai
ogni giorno.Padre misericordioso, che ascolti il grido degli oppressi che con fiducia e insistenza si rivolgono a Te, accogli la preghiera che Ti rivolgiamo ed esaudiscila nel nome di Gesù Cristo Tuo Figlio, che vive e regna con Te nei secoli dei secoli. Amen.
SANTA ELISABETTA D’UNGHERIA
(1207-1231) 17 novembre
Elisabetta, nata a Bratislava nel 1207, era figlia di Andrea II d’Ungheria e di sua moglie. A 4 anni circa, il padre la fece fidanzare con Luigi, il figlio maggiore di Ermanno I, langravio della Turingia, e la mandò a vivere alla corte di Wartbourg, affinchè ricevesse un’educazione adeguata.
VIDEO-STORIA
Sebbene a corte fosse trattata in modo scortese da alcuni, che senza dubbio ne invidiavano la bellezza, la bontà e la personalità generosa e cordiale, ciò accrebbe l’affetto di Luigi che si trasformò in vero amore, quando la giovane diventò adulta. Nel 1221, Luigi, compiuti vent’un anni e assunta la carica di langravio al osto del padre, la sposò, quando quest’ultima aveva quattordici anni.
Furono fatti molti tentatavi per
convincerlo a rimandare Elisabetta in Ungheria, ma Luigi insistette che
piuttosto avrebbe ceduto una montagna d’oro. Luigi, venerato in Germania come santo (11
settembre), sebbene il suo culto non sia mai stato confermato, sembra
aver avuto molte qualità pari a quelle della moglie, e il loro breve
matrimonio fu incredibilmente felice. Ebbero tre figli: Ermanno,
che morì a diciannove anni, Sofia, che sposò il duca di Brabante e, la
B. Gertrude (13 agosto), che divenne badessa ad Altenburg.
Luigi accettò la necessità di Elisabetta
di condurre una vita semplice ed austera, e non cercò mai di ostacolare i
suoi lunghi periodi di preghiera o le sue opere di carità. La
straordinaria generosità di Elisabetta fu talvolta criticata e ritenuta stravagante da altri;
nel 1225, per esempio, quando la zona della Germania in cui vivevano fu
colpita da una carestia, usò tutte le ricchezze a disposizione e
distribuì tutto il grano che possedeva alle persone maggiormente
colpite.
Ai membri della sua famiglia, che si lamentavano con Luigi di questo comportamento, il marito rispose che non aveva intaccato le sue finanze e aggiunse, con il suo fare tipico: “Per
quanto riguarda le sue opere di carità ci porteranno la benedizione
divina, che non ci mancherà finchè continuerà ad alleviare le pene dei
poveri come sta facendo”. In effetti una delle storie più famose che illustrano la carità di Elisabetta descrivono anche la sensibilità di Luigi.
Un giorno, Elisabetta fece dispendere un
lebbroso morente nel letto coniugale, e quando Luigi apprese la notizia,
corse infuriato nella stanza e strappò via le coperte “ma in quell’istante” come afferma il biografo di Elisabetta, Dietrich di Apolda, “Dio onnipotente gli aprì gli occhi dell’anima e invece del lebbroso vide l’immagine di Cristo crocifisso disteso sul letto.” (sfortunatamente i biografi successivi trasformarono questa semplice descrizione di un momento di
introspezione
e crescita interiore in un’apparizione fisica, dato che affermano
che Luigi vide con i suoi occhi “un crocifisso sanguinante con le
braccia aperte”.)
Poiché il castello di Wartburg si ergeva su una collina molto ripida, Elisabetta fece costruire un ospedale ai
suoi piedi, dove si recava regolarmente per assistere i pazienti o
rifare i loro letti; inoltre vi erano anche bambini,
specialmente orfani, che aiutava sempre, e poveri che giungevano ogni
giorno alla sua porta in cerca di cibo. In ogni caso fu sempre abile e generosa, trovando e offrendo un lavoro a quelli che erano in grado di svolgerlo, piuttosto che cibo o denaro.
Nel 1227, Luigi decise di partire per la Puglia per raggiungere l’imperatore Federico II, che stava organizzando una nuova crociata;
Elisabetta, “con grande dolore e sofferenza” al pensiero della
separazione prossima, cavalcò con lui tutto il giorno. Luigi non
raggiunse mai la Terra Santa, poiché contrasse la peste a Otranto, e
morì il giorno 11 settembre. La notizia raggiunse Wartburg in ottobre,
ma Elisabett, che aveva solo vent’anni e aveva appena partorito la sua
seconda figlia, fraintese la notizia ricevuta dalla suocera e pensò che
Luigi fosse stato preso prigioniero. Appresa la verità, le si spezzò letteralmente il cuore, e gridò: “Il mondo è morto per me, e così ogni sua gioia” (e per un certo periodo, incapace di sopportare il dolore, vagò per il castello piangendo in modo inconsolabile).
Non è del tutto chiaro cosa successe in
seguito, ma si racconta che il cognato di Elisabetta, in veste di
reggente per il figio infante, desideroso di mantenere il
potere,
la costrinse a lasciare Wartburg insieme ai figli e a due servitori, in
quello stesso inverno; gli sventurati incontrarono molte difficoltà e
furono sottoposti a dure privazioni finchè Matilda, zia di Elisabetta e
badessa di Kitzingen, li accolse nel monastero.
Secondo un altro racconto, Elisabetta
lasciò Wartburg volontariamente, ipotesi consona al suo desiderio di
vivere come la gente comune, poiché riteneva che i ricchi vivessero alle
spalle dei poveri. In entrambi i casi, si recò a Kitzingen, dove lasciò la figlia Sofia alle cure delle monache,
prima di recarsi a Bamberga, dove suo zio era vescovo; Quest’ultimo
mise a sua disposizione il castello di Pottenstein e iniziò a fare dei
piani ambiziosi per farla risposare, ma Elisabetta rifiutò questa
proposta, dato che prima della partenza di Luigi per la crociata si
erano scambiati la mutua promessa di non risposarsi mai.
Dopo la solenne sepoltura di Luigi, dopo aver sistemato la sua famiglia, Elisabetta si fece francescana .
Si sistemò in una casupola che si fece costruire appositamente, con
annesso un ospizio per i malati, i poveri e gli anziani, per dedicarsi
totalmente alla loro assistenza. Alcuni biografi notano una totale
differenza tra Elisabetta bambina, moglie e madre, ed Elisabetta vedova e
asceta, e la criticano per aver abbandonato i figli; è impossibile
conoscere il motivo della sua decisione, tuttavia può essere stato per
evitare che subissero dure privazioni, oltre al fatto che lei stessa era
stata allontanata dai genitori in età giovanissima, cosa che la rendeva
più facile comportarsi alla stessa maniera.
Il suo confessore diventò il fanatico Corrado di Marburgo, il
quale le impedì la vicinanza di due amatissime dame di compagnia,
unadelle quali era con lei sin dalla nascita e che sicuramente l’amava
come una madre, sostituendole con due donne severe che non conosceva e
ceh informavano Corrado di ogni minima disobbedienza ai suoi precisi
comandi; si dice
che per punirla la schiaffeggiasse o la battesse con “un bastone lungo e spesso”. Elisabetta lavorò instancabilmente nell’ospizio e nelle case dei poveri e, nonostante il cattivo stato di salute, non rinunciò a condurre una vita privata assai austera e all’età di 24 anni morì.
Le spoglie furono collocate nella cappella dell’ospizio,
dove poi fu sepolta, e presto si raccontò che erano avvenuti miracoli
per sua intercessione; Corrado cominciò subito a raccogliere
testimonianze sulla sua santità, ma non visse abbastanza a lungo per
assistere alla canonizzazione.
E’ invocata contro la tigna, come protettrice di panettieri e Terz’ordine francescano.Fonte: Il primo grande dizionario dei santi di Alban Butler
domenica 16 novembre 2014
Trentatrè offerte del sangue di Gesù
di Santa Gertrude – 16 novembre
Le persone, le quali cominciano a recitare con fiducia, umiltà e fervore, sopratutto con perseveranza questa preghiera, possono sperimentare in breve la verità di queste affermazioni.L’antica devozione delle “trentatrè offerte del Sangue di Gesù” è una pia pratica che, oltre a portare sollievo immediato ai consacrati purganti, ottiene per chi prega grazie singolari ed opera meravigliose conversioni fra i peccatori, strappa dalla tiepidezza i cristiani poco fervorosi. Rende i sacerdoti apostoli zelanti, spesso risana le infermità del corpo, addolcisce la sofferenza con una gioiosa rassegnazione alla Volontà Divina ed infine fa desiderare all’anima una perfezione più alta.
Attesta un’ anima santa del Purgatorio. “Voi viventi potete tutto per noi e noi possiamo tutto per Voi; è uno scambio di preghiere “.
Scrive S. Teresa d’Avila: “Tutto ciò che non ho potuto ottenere dai Santi, infallibilmente l’ho ottenuto sempre per intercessione delle Anime Sante del Purgatorio.”
Con la nostra preghiera avremo, quindi, dei potenti mediatori che apriranno i tesori infiniti del Cuore misericordioso di Dio per tutti i viventi.
“Siate misericordiosi ed otterrete misericordia”
ha detto Gesù. Chi compatisce e dona sollievo alle acutissime pene di
queste anime sofferenti, a sua volta, quando sarà tra le fiamme
divoratrici del Purgatorio e la preghiera dei propri parenti sarà
scarsa, avrà sulla terra cuori generosi che accelereranno la sua
liberazione ed i Sacerdoti e i religiosi suffragati si prostreranno
dinanzi al Trono di Dio per supplicare in suo favore.
I FRUTTI MERAVIGLIOSI DI QUESTA PREGHIERA
Una signora di Bolzano, da lunghi anni offriva il Sangue di Gesù per i sacerdoti defunti, ma poi sopraffatta dalle faccende domestiche e dall’impegno per il marito ammalato, tralasciò questa pia pratica. Un pomeriggio mentre essa era assopita in un leggero sonno vide affollarsi la stanza di innumerevoli sacerdoti e le sembrò che quel luogo non fosse più capace di contenerli tutti. Erano di ogni età e di ogni nazione e rimanevano in angosciosa attesa. Ella stupita volle chiedere che cosa aspettassero: ma ad un tratto vide venire verso di lei un giovanissimo sacerdote che le disse: ‘Aspettiamo le trentatrè offerte del Sangue di GesùUn gruppetto di anime ferventi con rammarico vedevano il loro parroco sempre più allontanarsi dagli ideali più elevati ed incamminarsi verso la perdizione. Con grande fiducia e fervore esse offrirono il Sangue di Cristo per Lui. In breve tempo, con loro grande consolazione, videro il sacerdote mutare vita e diventare modello di ogni virtù, riamato e stimato da tutti i suoi fedeli.
LA VISIONE DI S. GERTUDE
Gesù, apparendo un giorno a S. Geltrude, disse: “Tutte le volte che liberi una anima dal Purgatorio fai un atto a Me sì gradito, che più non lo sarebbe se riscattassi Me stesso dalla sofferenza. A tempo debito, ricompenserò i miei liberatori, secondo l’abbondanza delle mie ricchezze.”I fedeli libereranno un’anima più o meno presto a seconda che pregheranno con più, o meno fervore, e anche a seconda dei meriti che ciascuno avrà acquistato durante la vita“. (Rivelazioni di S. Geltrude, Libro V, Cap. 18) “Le persone che hanno dimenticato le anime purganti vengono a loro volta dimenticate“.
CORONCINA PER LE ANIME SACERDOTALI E RELIGIOSE CHE SOFFRONO IN PURGATORIO
Questa coroncina è formata da 12 grani grossi e 33 grani piccoli. (4+11 – 4+11 – 4+11)
Prostrati
in spirito ai piedi della Croce, in compagnia della Santissima Vergine,
contemplando Gesù Crocifisso che gronda di Sangue, cominciamo a
pregare:
Sul Crocifisso si prega il : De profundis
Dal profondo a Te grido, o Signore;
Signore, ascolta la mia voce. Siano i tuoi orecchi attenti alla voce
della mia preghiera. Se consideri le colpe, Signore, Signore, chi potrà
sussistere? Ma presso di te è il perdono: perciò avremo il tuo timore.
Io spero nel Signore, l’anima mia spera nella tua parola. L’anima mia
attende il Signore più che le sentinelle l’aurora. Israele attenda il
Signore, perché presso il Signore è la misericordia e grande presso di
lui la redenzione. Egli redimerà Israele da tutte le sue colpe.
L’Eterno riposo, dona a loro o Signore, risplenda ad essi la luce perpetua riposino in pace. Amen
Sui 4 grani grossi:Madonna del Sacro Cuore, prega per le anime sacerdotali e religiose.
Sugli 11 grani piccoli:
Eterno Padre, Ti offro il Sangue Preziosissimo di Gesù, per le anime sacerdotali e religiose più sofferenti e più abbandonate del purgatorio.
Così per tre volte (totale: tre volte quattro grani grossi e tre volte undici grani piccoli)
Alla fine della coroncina si pregano queste orazioni:
I. O Signore Gesù Cristo, Sacerdote Eterno, che nella Tua vita terrena con generosa sollecitudine hai soccorso ogni povero afflitto e abbandonato, Ti supplico di rivolgere il Tuo sguardo compassionevole verso le anime sacerdotali, tutta la gerarchia religiosa che, nel Purgatorio soffre più atrocemente ed è da tutti dimenticata ed abbandonata. Guarda queste anime tormentate dalla voracità delle fiamme e ascolta le loro grida che chiedono pietà e domandano soccorso.
II. O Cuore Misericordioso di Gesù, che fosti in preda ai più crudeli tormenti spirituali nell’amara solitudine dell’orto degli Ulivi, offri a Dio la tua rassegnazione e la tua dolorosa Passione e Agonia per la liberazione di queste anime sacerdotali e religiose.
L’Eterno riposo, dona a loro o Signore, risplenda ad essi la luce perpetua riposino in pace. Amen
ALLA MADONNA DEL SACRO CUORE PER LE ANIME SACERDOTALI
Madre della Misericordia e Madre
dell’Eterno Sacerdote, Regina degli Apostoli, volgi il tuo sguardo di
pietà verso queste anime sacerdotali e religiose per le quali preghiamo.
Ricordati, o Madre Ammirabile, dei
sacerdoti che sono oggi in agonia e salva quelli che stanno forse, in
questo momento gettando la loro corona sacerdotale sotto i piedi del
demonio per la loro dannazione eterna.
San Giuseppe, San Michele Arcangelo, Santi
Apostoli, Vescovi, Sacerdoti e Anime beate del Paradiso, intercedete
per queste Anime sacerdotali e religiose che soffrono.
Consolatele, sostenetele, affrettate la loro liberazione e il loro ingresso glorioso in Paradiso.
E voi, Anime Sante, intercedete per noi, e
otteneteci la grazia………. (la si chieda), se essa serve alla gloria di
Dio e per la salvezza della nostra anima, affinché possiamo far
conoscere a tutti la vostra potente intercessione e questa devozione per
la gloria di Dio e per la nostra felicità eterna. Amen.
(Con approvazione ecclesiastica)
L’antica devozione delle “trentatrè offerte del Sangue di Gesù”
Pratica:Preghiamo nostro Signore d’applicare i meriti del tormento della sete che Egli ha patito sulla croce alle anime che saranno nel Purgatorio a causa dei nostri errori.
NON SO SE SIA VERO, MA DI SICURO POSSONO SOLO AIUTARE…
Queste due brevissime preghiere, entrambe liberano 1000 anime dal purgatorio!!La prima e’ di s.Gertrude poi estesa anche ai peccatori viventi:
“Eterno padre, io offro il preziosissimo sangue del tuo divin figlio Gesu’, in unione con le messe dette in tutto il mondo oggi, per tutte le anime sante del purgatorio, per i peccatori di ogni luogo, per i peccatori della chiesa universale, quelli della mia casa e dentro la mia famiglia. amen.”La seconda e’ la seguente:
Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, com’era nel principio ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.Padre Nostro, che sei nei cieli, sia santificato il Tuo nome, venga il Tuo regno, sia fatta la Tua volontà, come in cielo e così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano e rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre intentazione, ma liberaci dal male. Amen
(Ripete 10 volte) Madre di Dio corredentrice del mondo prega per noi.
Salve Regina, Madre di Misericordia, vita, dolcezza, speranza nostra, salve. A Te ricorriamo, noi esuli figli di Eva, a Te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, Avvocata nostra, rivolgi a noi quegli occhi Tuoi misericordiosi e mostraci dopo questo esilio Gesù, il frutto benedetto del Tuo seno. O Clemente, o Pia, o Dolce Vergine Maria.
Letture di domenica 16 novembre 2014
XXXIII Domenica del Tempo Ordinario – Anno A
Una donna perfetta
chi potrà trovarla? Ben superiore alle perle è il suo valore. In lei
confida il cuore del marito e non verrà a mancargli il profitto.
Essa gli dà felicità e non dispiacere per tutti i giorni della sua vita. Si procura lana e lino e li lavora volentieri con le mani.
Stende la sua mano alla conocchia e gira il fuso con le dita. Apre le sue mani al misero, stende la mano al povero.
Fallace è la grazia e vana è la bellezza, ma la donna che teme Dio è da lodare.
Datele del frutto delle sue mani e le sue stesse opere la lodino alle porte della città.
C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.
RIT: Beato chi cammina nelle vie del Signore.
Beato l’uomo che teme il Signore e cammina nelle sue vie. Vivrai del lavoro delle tue mani, sarai felice e godrai d’ogni bene. Rit
La tua sposa come vite feconda nell’intimità della tua casa; i tuoi figli come virgulti d’ulivo intorno alla tua mensa. Rit
Così sarà benedetto l’uomo che teme il Signore. Ti benedica il Signore da Sion! Possa tu vedere la prosperità di Gerusalemme per tutti i giorni della tua vita. Rit
Fratelli, riguardo ai tempi e ai momenti, non avete bisogno che ve ne scriva; infatti voi ben sapete che come un ladro di notte, così verrà il giorno del Signore.
E quando si dirà: “Pace e sicurezza”, allora d’improvviso li colpirà la
rovina, come le doglie una donna incinta; e nessuno scamperà.
Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, così che quel giorno possa sorprendervi come un ladro: voi tutti infatti siete figli della luce e figli del giorno; noi non siamo della notte, né delle tenebre.
Non dormiamo dunque come gli altri, ma restiamo svegli e siamo sobrii.
C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.
Vegliate e state pronti, perché non sapete in quale giorno il Signore verrà.
Alleluia.
[In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: "Un uomo, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti,
a un altro due, a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità, e partì.]
Colui che aveva ricevuto cinque talenti, andò subito a impiegarli e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone.
[Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò, e volle regolare i conti con loro. Colui che aveva ricevuto cinque talenti, ne presentò altri cinque, dicendo: Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque. Bene, servo buono e fedele, gli disse il suo padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone.]
Presentatosi poi colui che aveva ricevuto due talenti, disse: Signore, mi hai consegnato due talenti; vedi, ne ho guadagnati altri due. Bene, servo buono e fedele, gli rispose il padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone.
Venuto infine colui che aveva ricevuto un solo talento, disse: Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; per paura andai a nascondere il talento sotterra: ecco qui il tuo. Il padrone gli rispose: Servo malvagio e infingardo, sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha sarà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. E il servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
PREGHIERA DELLA SERA
La Tua parola o Signore è luce sul nostro cammino, fondamento della
nostra fede e alimento di comunione fraterna. Ti affidiamo, oggi o Padre
le gioie e le fatiche, le rinunce e gli atti di carità che siamo
riusciti a fare in questo giorno e Ti ringraziamo con tutto il cuore per
tutto quello che fai per noi e ci dai ogni giorno. O Dio, eterna luce e
giorno senza tramonto, assisti il Tuo popolo e conducilo alla meta del
suo pellegrinaggio terreno, per Cristo nostro Signore, che vive e regna
con Te per i secoli dei secoli. Amen.
Dice
il Signore: «Io ho progetti di pace e non di sventura; voi mi
invocherete e io vi esaudirò, e vi farò tornare da tutti i luoghi dove
vi ho dispersi».
PREGHIERA DEL MATTINO
Il tuo aiuto, Signore, ci renda sempre lieti nel
tuo servizio, perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene,
possiamo avere la felicità piena e duratura. Per Cristo nostro Signore.
Amen.
PRIMA LETTURA
Prv 31, 10-13. 19-20. 30-31 – Dal libro dei ProverbiEssa gli dà felicità e non dispiacere per tutti i giorni della sua vita. Si procura lana e lino e li lavora volentieri con le mani.
Stende la sua mano alla conocchia e gira il fuso con le dita. Apre le sue mani al misero, stende la mano al povero.
Fallace è la grazia e vana è la bellezza, ma la donna che teme Dio è da lodare.
Datele del frutto delle sue mani e le sue stesse opere la lodino alle porte della città.
C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.
SALMO RESPONSORIALE
Sal.127RIT: Beato chi cammina nelle vie del Signore.
La tua sposa come vite feconda nell’intimità della tua casa; i tuoi figli come virgulti d’ulivo intorno alla tua mensa. Rit
Così sarà benedetto l’uomo che teme il Signore. Ti benedica il Signore da Sion! Possa tu vedere la prosperità di Gerusalemme per tutti i giorni della tua vita. Rit
SECONDA LETTURA
1 Ts 5, 1-6 – Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai TessalonicesiMa voi, fratelli, non siete nelle tenebre, così che quel giorno possa sorprendervi come un ladro: voi tutti infatti siete figli della luce e figli del giorno; noi non siamo della notte, né delle tenebre.
Non dormiamo dunque come gli altri, ma restiamo svegli e siamo sobrii.
C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.
CANTO AL VANGELO
Alleluia, Alleluia.Vegliate e state pronti, perché non sapete in quale giorno il Signore verrà.
Alleluia.
VANGELO
Mt 25, 14-30 – Dal Vangelo secondo Matteo[In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: "Un uomo, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti,
Colui che aveva ricevuto cinque talenti, andò subito a impiegarli e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone.
[Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò, e volle regolare i conti con loro. Colui che aveva ricevuto cinque talenti, ne presentò altri cinque, dicendo: Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque. Bene, servo buono e fedele, gli disse il suo padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone.]
Presentatosi poi colui che aveva ricevuto due talenti, disse: Signore, mi hai consegnato due talenti; vedi, ne ho guadagnati altri due. Bene, servo buono e fedele, gli rispose il padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone.
Venuto infine colui che aveva ricevuto un solo talento, disse: Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; per paura andai a nascondere il talento sotterra: ecco qui il tuo. Il padrone gli rispose: Servo malvagio e infingardo, sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha sarà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. E il servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
Lettura ed Omelia di Don Ferdinando Colombo
(DISPONIBILE DA DOMENICA)COMMENTO
I doni di Dio.
La vita, l’esistenza, la fede, tutto quello che siamo e di cui godiamo, l’abbiamo ricevuto in dono gratuito. È talmente evidente la gratuità che può indurci perfino a pensare che tutto sia “normale” e che tutto ci sia dovuto. Ne siamo beneficiari dalla nostra nascita e tutto è nato con noi. La vita nel suo svolgersi quotidiano ci ha ulteriormente convinti di tanti doni, man mano che esercitavamo le nostre facoltà fisiche e spirituali. Ci siamo così impossessati in modo stabile dei doni fino a ritenerli definitivamente nostri. Se i doni sono gratuiti e ci appartengono ciò non significa che
possiamo farne un uso esclusivo personale: dobbiamo costantemente ricordarci che ci sono stati affidati dal Signore e tutto deve essere orientato per la sua gloria.
Egli si attende quindi legittimamente che portino frutti e si
moltìplichino. Dobbiamo rendere conto a Colui che ce li ha affidati e
che ha riposto in noi la sua fiducia. Arriva poi, anche se inatteso, il
momento del rendiconto. Non ha importanza se ci sono stati dati cinque,
tre o un solo talento: i doni di Dio sono sempre preziosissimi e di un
valore incalcolabile. Ognuno è responsabile di quanto ha ricevuto,
ognuno deve sentirsi impegnato ad impiegarlo nel modo migliore. Solo a
queste condizioni potremmo sentirci ripetere: “Bene, servo buono e
fedele, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi
parte alla gioia del tuo padrone”. La ricompensa per la alacre fedeltà è
infinitamente superiore ad ogni attesa. Il premio finale è la partecipazione definitiva alla gioia del Signore.
È significativo che questo brano evangelico ci sia offerto mentre volge
al termine l’anno liturgico. Una tappa che ci ricorda un adempimento e
un compimento, che ci induce a fare un bilancio del tempo e della vita
in attesa di quello finale. Non possiamo lasciarci condizionare dalla paura che è sempre una cattiva consigliera. Non ci è lecito mettere sotterra il prezioso talento. Non dovremmo mai arrivare all’assurdo di incolpare il Donatore del mancato frutto dei nostri doni:
“A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto,
sarà richiesto molto di più”. Potremmo essere privati del nostro
talento perché non ha senso lasciarlo nelle mani di chi non si è
dimostrato capace di farlo fruttificare a dovere. Ecco perché il Signore
ci ripete: “Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci
talenti. Perché a chiunque ha sarà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi
non ha sarà tolto anche quello che ha”. È opportuno infine ricordarci
in che direzione dobbiamo indirizzare la nostra operosità: “Non
accumulatevi tesori sulla terra, dove tignola e ruggine consumano e dove
ladri scassinano e rubano; accumulatevi invece tesori nel cielo, dove
né tignola né ruggine consumano, e dove ladri non scassinano e non
rubano”.(Preparato dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire)
La vita, l’esistenza, la fede, tutto quello che siamo e di cui godiamo, l’abbiamo ricevuto in dono gratuito. È talmente evidente la gratuità che può indurci perfino a pensare che tutto sia “normale” e che tutto ci sia dovuto. Ne siamo beneficiari dalla nostra nascita e tutto è nato con noi. La vita nel suo svolgersi quotidiano ci ha ulteriormente convinti di tanti doni, man mano che esercitavamo le nostre facoltà fisiche e spirituali. Ci siamo così impossessati in modo stabile dei doni fino a ritenerli definitivamente nostri. Se i doni sono gratuiti e ci appartengono ciò non significa che
PREGHIERA DELLA SERA
La Tua parola o Signore è luce sul nostro cammino, fondamento della
nostra fede e alimento di comunione fraterna. Ti affidiamo, oggi o Padre
le gioie e le fatiche, le rinunce e gli atti di carità che siamo
riusciti a fare in questo giorno e Ti ringraziamo con tutto il cuore per
tutto quello che fai per noi e ci dai ogni giorno. O Dio, eterna luce e
giorno senza tramonto, assisti il Tuo popolo e conducilo alla meta del
suo pellegrinaggio terreno, per Cristo nostro Signore, che vive e regna
con Te per i secoli dei secoli. Amen.Santa Gertrude e Santa Matilde
SANTA GERTRUDE LA GRANDE (1256-1302)
SANTA MATILDE di HELFTA (1241-1298)
Religiose e sorelle – 16 novembre / 19 novembre
Matilde all’età di sette anni accompagnò la madre a visitare il convento di monache benedettine a Rodarsdorf; la sua amata sorella maggiore faceva già parte della congregazione e nel 1251 fu eletta badessa alla giovane età di 19 anni. Matilde chiese di restare e fu accolta prima nella scuola abbaziale, poi, raggiunta l’età consona, nella congregazione benedettina; sarebbe sbagliato, ad ogni modo, attribuire questa scelta alla limitatezza delle sue esperienze nel mondo, poiché infatti tornò a casa spesso durante l’infanzia e l’adolescenza, e inoltre l’istruzione che le ragazze ricevevano nelle scuole dei monasteri era eccellente. Le fu poi affidato l’incarico di istruire i bambini che frequentavano la scuola dell’abbazia, compito che svolse parallelamente a quello di maestra del coro, ottenuto grazie alla sua bellissima voce. Nel 1258 la congregazione si trasferì a Helfta.La grande abbazia benedettina di Helfta, formò tra le più grandi scrittricimistiche della storia della Chiesa e tra queste S. Gertrude soprannominata “la Grande” e S. Matilde dalla voce meravigliosa che la fece diventare maestra del coro. Precorritrici della devozione al S. Cuore di Gesù, videro le loro vite intrecciarsi per poi proseguire unite in uno stile che verrà definito dai critici lo “stile Helfta”.
CATECHESI DI BENEDETTO XVI SU SANTA GERTRUDE LA GRANDE
VIDEO-STORIA IN INGLESE
Tre anni dopo tra i bambini a lei affidati giunse una bimba di 5 anni chiamata Gertrude, di cui non si conoscevano le origini e l’ambiente familiare. (la bimba stessa affermava di essere orfana), che tuttavia aveva, secondo molti, una personalità attraente e una profonda intelligenza.
Si instaurò un immediato rapporto tra alunna e insegnate, e sotto la
guida di Matilde, che divenne maestra delle novizie dopo la decisione di
Gertrude di entrare nella congregazione, la bimba sviluppò tutte le sue
facoltà intellettive, diventando tra l’altro, un’eccellente studiosa di latino. A 25 anni, Gertrude visse una profonda esperienza spirituale,
che divise la sua vita in due (sebbene lei stessa affermi che non si
trattò di un cambiamento irrevocabile); come risultato di questa
esperienza, “da studiosa di grammatica diventò teologa”,
lasciando gli scrittori secolari che aveva imparato ad amare secondo gli
insegnamenti di Matilde, per esaminare più approfonditamente la bibbia e
le opere dei Padri della Chiesa. Un sunto delle sue opere è stato pubblicato in 5 volumi ed il primo è stato scritto dopo la sua morte, in base agli appunti di quelli che la conoscevano meglio.TRENTATRÈ OFFERTE DEL SANGUE DI GESÙ
La pia pratica suggerita da Santa Gertrude per portare sollievo immediato ai consacrati purganti, ottiene per chi prega grazie singolari ed opera meravigliose conversioni fra i peccatori, …SANTA MATILDE DI HELFTA – VIDEO-STORIA
Matilde morì a circa 57 anni, mentre Gertrude che aveva quindici anni inFonte: Il primo grande dizionario dei santi di Alban Butler
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