venerdì 18 aprile 2014

PREGHIERE DEL VENERDì SANTO

misericordia1Dalla potente preghiera che libera 33 anime del purgatorio alla novena della Divina Misericordia, il Venerdì Santo proprio per la sua implicazione cruenta è in grado di far breccia nel cuore di Dio che apre per noi le cateratte della Sua Infinita Misericordia.
UNA PREGHIERA PER LE ANIME DEL PURGATORIO
Recitata 33 volte il venerdì  santo, il 2 novembre, il 25 dicembre, libera 33 anime del purgatorio. Recitata 50 volte ogni venerdì ne libera 5.  Essa viene confermata dai Papi Adriano VI, Gregorio XIII e Paolo VI
Ti adoro, o Croce Santa,
che fosti ornata del Corpo Sacratissimo del mio Signore,
coperta e tinta del suo Preziosissimo Sangue.
Ti adoro, mio Dio, posto in Croce per me.
Ti adoro, o Croce Santa,
per amore di Colui che è il mio Signore. Amen

INIZIO DELLA NOVENA ALLA DIVINA MISERICORDIA

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Primo giorno (Venerdì Santo)
Meditare su Gesù Crocifisso e sul valore delle anime (costano tutto il sangue di Gesù….)croce16
Parole di nostro Signore: “Oggi portami l’umanità intera, specialmente tutti i peccatori, ed immergili nell’oceano della mia Misericordia. Così tu addolcirai la mia amarezza per la perdita delle anime”.
Chiediamo misericordia per l’umanità intera.
Misericordioso Gesù, poiché tua prerogativa è d’aver compassione di noi e di perdonarci, non guardare i nostri peccati, ma alla fiducia che nutriamo nella tua infinita bontà. Ricevi tutti nel tuo Cuore compassionevole e non respingere mai nessuno. Te lo chiediamo per l’amore che ti unisce al Padre ed allo Spirito santo.
Pater… Ave… Gloria…
Eterno Padre, volgi il tuo sguardo di Misericordia sull’umanità intera, specialmente sui peccatori, la cui unica speranza è il Cuore pietoso di tuo Figlio. Per la sua dolorosa Passione, dimostra la tua Misericordia, affinché noi possiamo insieme eternamente lodare la tua potenza. Amen.
Segue coroncina alla Divina Misericordia (Coroncina audio )
Secondo giorno (Sabato Santo)
Meditare su Gesù-Verbo e Gesù-Carne e sull’intima unione di amore tra noi e Dio.
eucarestia2Parole di nostro Signore: “Oggi portami le anime dei sacerdoti e dei consacrati ed immergile nella mia imperscrutabile Misericordia. Esse mi hanno dato la forza di sopportare la mia dolorosa Passione. Per mezzo di queste anime, come attraverso dei canali, la mia Misericordia si riversa sull’umanità”.
Preghiamo per il clero e per i consacrati.
Misericordiosissimo Gesù, fonte di ogni bene, moltiplica sui consacrati la grazia, affinché con la parola e l’esempio compiano degnamente le opere di misericordia, in modo che tutti coloro che li vedono glorifichino il Padre che è nei cieli.
Pater… Ave… Gloria…
Eterno Padre, dà uno sguardo compassionevole agli eletti della tua vigna, i sacerdoti ed i religiosi, colmandoli della pienezza della tua benedizione. Per i sentimenti del Cuore di tuo Figlio concedi loro luce e forza, affinché possano condurre gli uomini sulla via della salvezza e glorificare per sempre con loro la tua Misericordia infinita. Amen.
Segue coroncina alla Divina Misericordia (Coroncina audio )
Terzo giorno (Domenica di Pasqua)
Meditare sulla grande manifestazione della Divina Misericordia: il dono pasquale del Sacramento della Penitenza che, nell’azione liberatrice dello Spirito Santo, reca risurrezione e pace ai nostri spiriti.Gesù nel confessionale
Parole di nostro Signore: “Oggi portami tutte le anime fedeli e pie; immergile nell’oceano della mia Misericordia. Queste anime mi hanno confortato sulla via del Calvario; esse erano una goccia di consolazione in mezzo ad un oceano di amarezze”.
Preghiamo per tutti i cristiani fedeli.
Misericordiosissimo Gesù, che concedi abbondantemente le tue grazie a tutti gli uomini, accogli nel tuo Cuore infinitamente buono tutti i cristiani fedeli e non permettere che ne escano mai più. Te lo chiediamo per il tuo profondo amore verso il Padre Celeste.
Pater… Ave… Gloria…
Eterno Padre, volgi uno sguardo compassionevole alle anime fedeli, eredità del Figlio tuo; per i meriti della sua dolorosa Passione, concedi loro la tua benedizione e proteggile sempre, affinché non perdano l’amore e il tesoro della santa fede, ma lodino con tutta la schiera degli Angeli e dei Santi per l’eternità la tua infinita Misericordia. Amen.
Segue coroncina alla Divina Misericordia (Coroncina audio )
Quarto giorno (Lunedì in Albis)
Meditare sulla Paternità di Dio, sulla confidenza ed il pieno abbandono che dobbiamo avere in Lui sempre e dovunque.sostegno
Parole di nostro Signore: “Oggi portami quelli che non mi conoscono ancora. Anche ad essi ho pensato nella mia amara Passione e il loro futuro zelo confortava il mio Cuore. Immergili ora nell’oceano della mia Misericordia”.
Preghiamo per i pagani e gli increduli
Misericordiosissimo Gesù, tu che sei la luce del mondo, accogli nella dimora del tuo Cuore pietoso le anime di coloro che non ti hanno ancora conosciuto; siano illuminati dai raggi della tua grazia, affinché glorifichino con noi i prodigi della tua Misericordia.
Pater… Ave… Gloria…
Eterno Padre, dà uno sguardo compassionevole alle anime dei pagani e degli increduli, perché Gesù tiene anch’essi nel suo Cuore. Portale alla luce del Vangelo: che capiscano quanto grande è la felicita di amarti; fa’ che tutte glorifichino eternamente la generosità della tua Misericordia. Amen
Segue coroncina alla Divina Misericordia (coroncina audio)
Quinto giorno (Martedì in Albis)
Meditare sulle parabole del buon Pastore e dei pastori infedeli (cfr. Gv. 10,11-16; Ez 34,4.16), mettendo in risalto la responsabilità che tutti abbiamo verso il prossimo vicino e lontano; in più soffermarsi a pastore (2)considerare attentamente gli episodi del rinnegamento e della conversione di S. Pietro (cfr. Mt 26,6975; Lc 22,31-32), dell’adultera (cfr. Gv 8,111) e della peccatrice (cfr. Lc 7,30-50).
Parole di nostro Signore: “Oggi portami le anime dei fratelli separati, immergile nell’oceano della mia Misericordia. Sono quelle che nella mia amara agonia laceravano il mio Corpo ed il mio Cuore, cioè la Chiesa. Quando si riconcilieranno con la mia Chiesa, si rimargineranno le mie ferite e avrò sollievo nella mia Passione”.
Preghiamo per quelli che s’ingannano nella fede
Misericordiosissimo Gesù, che sei la Bontà stessa e non rifiuti mai la tua luce a chi la chiede, accogli nella dimora del tuo Cuore pietoso le anime dei nostri fratelli separati. Attirale con il tuo splendore all’unità della Chiesa e non permettere che ne escano mai più, ma adorino anch’esse la generosità della tua Misericordia.
Pater… Ave… Gloria…
Eterno Padre, dà uno sguardo compassionevole alle anime degli eretici e degli apostati che, perseverando ostinatamente nei loro errori, hanno sprecato i tuoi doni ed abusato della tua grazia. Non guardare la loro cattiveria, ma l’amore di tuo Figlio e i dolori della Passione che Egli accettò per loro. Fa’ si che ritrovino al più presto l’unità e che, insieme a noi, esaltino la tua Misericordia. Amen.
Segue coroncina alla Divina Misericordia (Coroncina audio )
Sesto giorno (Mercoledì in Albis)
Meditare su Gesù bambino e sulle virtù della mitezza e dell’umiltà di cuore (cfr. Mt 11,29), sulla dolcezza di Gesù (cfr. Mt 12,1521) e sull’episodio dei figli di Zaccheo (cfr. Mt 20,20-28; 18,1-15; Lc 9,46-48).gesu bambino6
Parole di nostro Signore: “Oggi portami le anime miti ed umili e quelle dei fanciulli: immergile nell’oceano della mia Misericordia. Somigliano di più al mio Cuore, e sono esse che mi davano forza nella mia dolorosa agonia. Le ho viste allora come degli angeli terrestri, vigilanti sui miei altari. Sopra di loro verso i fiumi delle mie grazie, poiché soltanto un’anima umile, in cui metto tutta la mia fiducia, è capace di accettare i miei doni”.
Preghiamo per i fanciulli e le anime umili
Misericordiosissimo Gesù, che hai detto: “Imparate da me, che sono mite ed umile di Cuore” (Mt 11,29), ricevi nella dimora del tuo Cuore pietoso le anime miti ed umili e quelle dei fanciulli. Poiché danno gioia al Cielo, esse sono fatte segno dell’affetto speciale del Padre Celeste: sono un mazzo di fiori profumati davanti al trono divino, dove Dio si compiace del profumo delle loro virtù. Concedi loro la grazia di lodare perennemente l’Amore e la Misericordia di Dio
Pater… Ave… Gloria…
Eterno Padre, dà uno sguardo compassionevole alle anime miti ed umili e a quelle dei fanciulli che sono particolarmente care al Cuore del Figlio tuo. Nessuna anima assomiglia più di loro a Gesù; il loro profumo si alza dalla terra per giungere al tuo trono. Padre di Misericordia e di Bontà, per l’amore che porti a queste anime e per la gioia che provi nel guardarle, ti supplichiamo di benedire il mondo intero, affinché noi possiamo glorificare eternamente la tua Misericordia. Amen.
Segue coroncina alla Divina Misericordia (Coroncina audio )
Settimo giorno (Giovedì in Albis)
Meditare sul S. Cuore di Gesù e sull’immagine di Gesù Misericordioso, sui due fasci di luce bianca e rossa, simbolo di purificazione, di perdono e di figura - misericordiososollievo spirituale. Inoltre riflettere attentamente sulla tipica caratteristica messianica di Cristo: la Divina Misericordia (cfr. Lc 4,16-21; 7,18-23; Is 42,1-7; 61,1-6.10), soffermandoci sulle opere di misericordia spirituale e corporale ed in particolare sullo spirito di disponibilità verso il prossimo comunque bisognoso.
Parole di nostro Signore: “Oggi portami le anime che onorano e glorificano particolarmente la mia Misericordia. Sono anime che più di ogni altra hanno partecipato alla mia Passione e penetrano più profondamente nel mio Spirito, trasformandosi in copie viventi del mio Cuore Misericordioso. Esse splenderanno nella vita futura di un particolare fulgore, e nessuna di loro cadrà nel fuoco dell’inferno; ciascuna avrà la mia assistenza all’ora della morte”.
Preghiamo per quelli che venerano la Divina Misericordia e diffondono la sua devozione.
Misericordiosissimo Gesù, il tuo Cuore è Amore; accogli in esso le anime che onorano e diffondono in modo speciale la grandezza della tua Misericordia. Dotate della potenza stessa di Dio, sempre fiduciose nella tua imperscrutabile Misericordia e abbandonate alla santa volontà di Dio, esse portano sulle loro spalle l’intera umanità, ottenendo continuamente per essa dal Padre Celeste perdono e grazie. Che esse perseverino fino alla fine nel loro zelo iniziale; nell’ora della morte non venire loro incontro da Giudice, ma da Redentore Misericordioso.
Pater… Ave… Gloria…
Eterno Padre, volgi uno sguardo di benevolenza sulle anime che adorano e glorificano specialmente il tuo principale attributo: l’infinita Misericordia. Rinchiuse nel Cuore Misericordioso di tuo Figlio, queste anime sono come un Vangelo vivo: le loro mani sono piene di atti di misericordia e la loro anima esultante canta l’inno della tua gloria. Noi ti preghiamo, Dio benigno, di manifestare loro la tua Misericordia secondo la speranza e la fiducia che hanno riposto in te, affinché così si adempia la promessa di Gesù, cioè che proteggerà durante la vita e nell’ora della morte chiunque adorerà e propagherà il mistero della tua Misericordia”. Amen.
Segue coroncina alla Divina Misericordia (Coroncina audio )
Ottavo giorno (Venerdì in Albis)
Meditare sulle parabole della Divina Misericordia (cfr. Lc 10,29-37;15,11-32;15,1-10) puntualizzando sia il sollievo della sofferenza verso i vivi e i defunti, come anche la promozione integrale dell’uomo e la necessità di avvicinare i lontani.
paradisoParole di nostro Signore: “Oggi portami le anime che si trovano nel Purgatorio ed immergile nell’abisso della mia Misericordia, affinché gli zampilli del mio sangue ristorino la loro arsura. Tutte queste povere anime sono da me immensamente amate; esse soddisfano la Giustizia Divina. È in tuo potere portar loro sollievo offrendo tutte le indulgenze e le offerte espiatorie prese dal tesoro della mia Chiesa. Se tu conoscessi il loro tormento, non smetteresti di offrire l’elemosina delle tue preghiere e di pagare i debiti che esse hanno contratto con la mia Giustizia”.
Preghiamo per le anime del Purgatorio.
Misericordiosissimo Gesù, che hai detto: “Misericordia io voglio” (Mt 9,13), accogli, ti preghiamo, nella dimora del tuo Cuore infinitamente pietoso le anime del Purgatorio, che ti sono molto care, ma che devono tuttavia soddisfare alla Giustizia Divina. I torrenti di sangue e di acqua, che sgorgano dal tuo Cuore, spengano le fiamme del fuoco del Purgatorio, affinché anche là si manifesti la potenza della tua Misericordia.
Pater… Ave… Gloria…
Eterno Padre, dà uno sguardo compassionevole alle anime che soffrono nel Purgatorio. Per i meriti della dolorosa Passione di tuo Figlio e per l’amarezza che riempì il suo Cuore sacratissimo abbi pietà di quanti si trovano sotto lo sguardo della tua Giustizia. Ti chiediamo di guardare queste anime solo attraverso le Piaghe del tuo Figlio prediletto, perché siamo convinti che la tua Bontà e Misericordia non hanno limiti. Amen.
Segue coroncina alla Divina Misericordia (Coroncina audio )
Nono giorno (Sabato in Albis)
Meditare sulla Madonna ed in particolare sull’Ecce, Fiat, Magnificat e Adveniat, caratteristiche indispensabili per vivere un’autentica vita sacerdotale, tutta amore verso Dio e prestazione misericordiosa verso il prossimo, comunque bisognoso.
Parole di nostro Signore: “Oggi portami le anime tiepide e immergile nell’oceano della mia salve llena de graciaMisericordia. Sono esse che feriscono il mio Cuore nella maniera più dolorosa. Nell’Orto degli ulivi la mia anima provo verso di loro una grande avversione. Fu per causa loro che pronunciai quelle parole: “Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà” (Lc 22,42). Il ricorso alla mia Misericordia resta per loro l’ultima ancora di salvezza”.
Preghiamo per le anime tiepide
Misericordiosissimo Gesù, che sei la Bontà stessa, accogli nella dimora del tuo Cuore le anime tiepide. Fa’ che si riscaldino al fuoco del tuo puro Amore queste anime gelide, che sono simili a cadaveri e ti ispirano tanta avversione. Gesù pietosissimo usa l’onnipotenza della tua Misericordia e attirale nelle fiamme più ardenti del tuo Amore, affinché, accese di nuovo zelo, siano esse pure al tuo servizio.
Pater… Ave… Gloria…
Eterno Padre, guarda con occhio pietoso le anime tiepide che sono oggetto d’amore del Cuore di tuo Figlio. Padre di Misericordia, per i meriti della dolorosa Passione di tuo Figlio e delle tre ore di agonia sulla Croce, permetti che, accese d’amore, esse glorifichino di nuovo la grandezza della tua Misericordia. Amen.
PreghiamoO Dio, infinitamente pietoso, moltiplica in noi l’azione della tua Misericordia, affinché nelle prove della vita non disperiamo, ma ci conformiamo con una fiducia sempre più grande alla tua santa Volontà e al tuo Amore. Per nostro Signore Gesù Cristo, Re di Misericordia nei secoli. Amen. 
Segue coroncina alla Divina Misericordia (Coroncina audio )

PREGHIERA A GESU’ AGONIZZANTE NEL GETHSEMANI

O Gesù, che nell’eccesso del tuo amore e per vincere la durezza dei nostri cuori, doni
Gethsemanetante grazie a chi medita e propaga la devozione della tua SS. Passione del Gethsemani, ti prego di vo­ler disporre il cuore e l’anima mia a pensare spes­so alla tua amarissima Agonia nell’Orto, per compatirti e unirmi a te il più possibile. Gesù benedetto, che sopportasti in quella notte il peso di tutte le nostre colpe e che per esse hai pagato completamente, fammi il grandissimo dono di una perfetta contrizione per le mie nu­merose colpe che ti fecero sudare sangue. Gesù benedetto, per la tua fortissima lotta del Gethsemani, dammi di poter riportare com­pleta e definitiva vittoria nelle tentazioni e spe­cialmente in quella cui vado maggiormente sog­getto. O Gesù appassionato, per le ansie, i timori e le sconosciute ma intensissime pene che hai sof­ferto nella notte in cui fosti tradito, dammi una grande luce per compiere la tua volontà e fammi pensare e ripensare all’enorme sforzo e alla impressionante lotta che vittoriosamente sostenesti per fare non la tua ma la volontà del Padre. Sii benedetto, o Gesù, per l’agonia e le lacri­me che versasti in quella notte santissima. Sii be­nedetto, o Gesù, per il sudore di sangue che ave­sti e per le angoscie mortali che provasti nella più agghiacciante solitudine che mai uomo potrà concepire. Sii benedetto, o Gesù dolcissimo ma immensamente amareggiato, per la preghiera umanissima e divinissima che sgorgò dal tuo Cuore agonizzante nella notte dell’ingratitudine e del tradimento. Eterno Padre, ti offro tutte le Sante Messe passate, presenti e future unito a Gesù agoniz­zante nell’Orto degli ulivi. Santissima Trinità, fa che si diffonda nel mondo la conoscenza e l’amore per la SS. Passio­ne del Gethsemani. Fà, o Gesù, che tutti coloro che ti amano, vedendoti crocifisso, ricordino anche le inaudite pene tue nell’Orto e, seguendo il tuo esempio, imparino a ben pregare, combattere e vincere per poterti poi glorificare eternamente in cielo. Cosi sia.
23.XI.1963
                Con approvazione ecclesiastica + Macario, Vescovo di Fabriano


Fonte: http://www.festadelladivinamisericordia.com/page/la-festa-della-divina-misericordia-novena.asp

giovedì 17 aprile 2014

IL VERO VOLTO DI MARIA SANTISSIMA

Storia dell’immagine lasciata dalla Vergine in un incontro con la3maria5 “Serva di Dio” Luigina Sinapi con il messaggio: “Fate quello che Egli vi diràIl “regalo” della Madonna a Luigina
Ella attendeva, come ogni primo sabato del mese, la visita della “Mamma” nella sua casa di via Urbino, e più esattamente nella sua Cappellina; ma quel sabato la Madonna non era venuta. Luigina si fece triste e, per consolarsi, pensò di proiettarsi alcune immagini sacre, ed in particolare le diapositive dei Luoghi Santi.
Un’abitudine, questa, che incrementò dopo il pellegrinaggio in Terra Santa, avvenuto nell’agosto 1967. Sulla parete che funge da schermo, ecco che arriva, nell’ordine , la diapositiva della località, Cana, luogo dell’evangelico “Festino di Nozze”, dove Gesù “diedi inizio ai suoi miracoli”.
All’’improvviso la scena si anima per la presenza reale della Madre di Gesù che intercede preso il Figlio. Maria è rivestita della Veste di Nozze, ed è adorna dei “gioielli della Casa di Davide”, dono dello Sposo Giuseppe: due magnifici orecchini di perle e una fibula analoga sull’omero a fermare la lieve cadenza del manto. Un tessuto impalpabile, quasi un velo, bianco, poggia sul suo capo. In una prima posa la Vergine è rivolta con gli occhi al Figlio e dice a Lui: “Non hanno più vino”. In un’altra posa, la seconda, l’immagine si presenta il sembiante verginale della “Donna”, allorché la Madre di Gesù, rivolta ai servi, pronuncia le arcane parole: ”Fate quello che Egli vi dirà”. Nell’atto di allontanarsi la Madonna dice a Luigina: “Ti lascio un regalo, vedi!”, e aggiunge: “In Me troverai Gesù”.
La testimonianza è di Don Attilio Malacchini, Paolino, che fu con lei in quel pellegrinaggio, e, successivamente, provvide Luigina del proiettore, preso in affitto vicino Porta Cavalleggeri, nonché delle diapositive. Maria indossava abitualmente il costume del suo popolo, di tessuto bigio, ma usava per le festività anche un abito turchino con ricami d’argento. Sono particolari, questi, dati da Luigina.
Luigina 3sinapiconstata che la presenza della Madre di Gesù alle “Nozze di Cana” ha impressionato per due volte il materiale adoperato per la proiezione, producendo il ritratto della Madre di Dio in due pose diverse. Essa chiamerà
l’effige “La Vergine alle Nozze di Cana”.
L’evangelica “Festa di Nozze” è il misterioso grembo da cui è sorta l’immagine. Quale “regalo” più bello avrebbe potuto lasciarle, la “Mamma”? Più desiderato? Ma Luigina era anche depositaria di un materno avviso: “In me troverai Gesù”, le aveva detto la “Mamma” all’’atto di allontanarsi. Quali parole misteriose, queste! Luigina dapprima non le intende. La sua fede, fede di “eventi maturati in silenzio”, diventa operosa attesa. Sorge la viva esigenza di decifrare il senso delle arcane parole. Il giubilo del materno “regalo” era attraversato da quella domanda. Ed ecco, a un tratto, la sublime, consolante scoperta: nel Volto bello e santo della “Mamma”, c’era –c’è– ben visibile, il Volto di Gesù.
Bisogna coprire con un foglio bianco la parte sinistra del Volto della Madre, perché nella parte destra emerga una sagoma, uguale e diversa: l’immagine del Figlio. I sembianti del Figlio e del Figlio e della Madre sono uguali, ma non identici, nei tratti e nelle espressioni.
Luigina cerca una conferma alla sua scoperta e la trova in modo convincente nell’unico termine di paragone irrefragabile: i tratti del Salvatore presenti nel Volto della “Donna” che intercede alle Nozze di Cana, sono conformi al divino sembiante dell’Uomo  della Sindone, l’unico archetipo dell’Uomo–Dio. Nel regalo fatto dalla “Mamma” a Luigina “il Figlio di Maria” è conforme nei tratti al Volto della Madre. Ma la Madre, “Figlia del Suo Figlio”, è conforme a Lui. Allorché Luigina mostrava nel volto di Maria il volto adorabile del suo Gesù era presa da un’intima consolazione. Era questo il messaggio più grande dell’immagine: “ –e cioè in Me– troverai Gesù”, aveva detto la “Mamma”. Le riproduzioni Luigina attribuiva molta importanza a questa 3gesù1compenetrazione fisionomica del Figlio e della Madre e, con Lei, anche Padre Raffaele Preite, il Servo di Maria che le fu “amico e fratello per venticinque anni”.
L’autodefinizione di Padre Raffaele sta nell’unica intervista, concessa a “Prospettive 2000”, che egli stesso diffondeva.
Padre Raffaele Preite diffondeva la “foto” della “Vergine alle Nozze di Cana” con poche parole, solo qualche espressione diretta e franca, esercitando una delicatissima  forma di equilibrio tra il proporre e il non imporre. O meglio, egli dava l’immagine a chi credeva fosse pronto ad accoglierla. Ma egli, nelle “retrovie” del suo ministero sacerdotale, ad insaputa di tutti, combatteva a favore dell’immagine un’altra singolare battaglia, quella di farla riprodurre: un’impresa che non sempre gli riusciva. “Se non è scritto, non riesce”, diceva. Ma era anche un avvertimento. Significava: “Non a tutti riesce”. La sorella di Padre Raffaele, Paolina Preite vedova Letizia, ricorda:
Quando la dava per riprodurla, a qualche fotografo si rompeva l’obiettivo. È capitato a Roma ma anche a Spongano. Uno dei nostri fotografi, quando ripeteva, ripeteva i tentativi, ma non credeva, si rompeva l’obiettivo.”
Si spiega così il piccolo capitale di immagini di diverso formato ed esecuzione che alla sua morte è accaduto di trovare nella valigia dove aveva disposto con estrema precisione tanti suoi documenti. Padre Raffaele le aveva accumulate amorosamente, quelle foto, sovvenendo, certo, alle spese di suo. Le copie del materno “ricordo” a Luigina da lui realizzate, egli le distribuiva con parsimonia nel tempo: le ha lasciate come impreveduta sua eredità. Per quello che riguarda la prima riproduzione dell’ “originale” e cioè l’impressione della Sua Presenza lasciata come “regalo” a Luigina dalla Madonna, se ne occupò il fisico On. Prof. Enrico Medi, a quel tempo vicino a Luigina.
Il Santo Padre Pio XII aveva disposto che si instaurasse una collaborazione della carismatica romana con lui all’’Istituto Nazionale di Geofisica. L’On. Medi sottopose l’immagine, ma senza denunciarne l’origine, alla perizia di un esperto dell’Università “La Sapienza”. Da questa perizia gli viene risposto che la persona 3sinapi2rappresentata era di razza semitica e propriamente del Medio Oriente.
L’On. Medi estese le sue indagini scientifiche anche negli Stati Unititi avvalendosi delle strutture di elaborazione dati dalla N.A.S.A.; lo ricordano Alfonso Malacchini dell’Istituto Nazionale di Geofisica, Pina Nuccitelli Sinapi e Maria Rosaria Calabrese. Alla morte di Luigina, il 17 Aprile 1978, nel trambusto, nel via vai di gente che si verificò nella sua casa, il Padre Raffaele Preite ebbe “un solo pensiero”, com’egli mi disse più tardi, e cioè ritrovare il cosiddetto “negativo” –che negativo non era– e cioè recuperare la matrice dell’immagine. “La ritrovai fortunatamente dentro il suo passaporto”, mi disse, “posto in un cassetto”. Ma l’immagine originale sembra essere scomparsa, vale a dire non sia più tornata nella casa di Via Urbino.
Da ogni mia immagine, anche la più povera, effondo la mia benedizione sui miei figli”, dice la Madonna a Luigina. “Mamma, Ti amerò e Ti farò amare come mai sei stata amata”, aveva detto Luigina a Maria Santissima. La “Madre universale”, le ha dato uno strumento perché possa davvero essere “amata come mai è stata amata”, perché possano essere accorciate le distanze tra Lei e tutti i Suoi figli.
Così che l’amore per lei possa parlare “a tu per tu” con ciascuno. In ogni punto della terra.

(tratto da http://digidownload.libero.it/adveniat/04/articoli/vm_art06.pdf)

mercoledì 9 aprile 2014

Letture di mercoledì 09 aprile 2014

Tu mi liberi, Signore, dall’ira dei miei nemici. Tu mi innalzi sopra i miei avversari, e mi salvi dall’uomo violento.

PREGHIERA DEL MATTINO

Risplenda la Tua luce, Dio misericordioso, sui Tuoi figli purificati dalla penitenza; Tu che ci hai ispirato la volontà di servirti, porta a compimento l’opera da Te iniziata. Per Cristo nostro Signore. Amen

PRIMA LETTURA

Dn 3, 14-20. 46-50. 91-92. 95 - Dal libro del profeta Daniele.
In quei giorni il re Nabucodònosor disse: «È vero,FORNACE, che voi non servite i miei dèi e non adorate la statua d’oro che io ho fatto erigere? Ora se voi, quando udrete il suono del corno, del flauto, della cetra, dell’arpa, del salterio, della zampogna e di ogni specie di strumenti musicali, sarete pronti a prostrarvi e adorare la statua che io ho fatto, bene; altrimenti, in quel medesimo istante, sarete gettati in mezzo a una fornace di fuoco ardente. Quale dio vi potrà liberare dalla mia mano?».Ma Sadrac, Mesac e Abdènego risposero al re Nabucodònosor: «Noi non abbiamo bisogno di darti alcuna risposta in proposito; sappi però che il nostro Dio, che serviamo, può liberarci dalla fornace di fuoco ardente e dalla tua mano, o re. Ma anche se non ci liberasse, sappi, o re, che noi non serviremo mai i tuoi dèi e non adoreremo la statua d’oro che tu hai eretto». Allora Nabucodònosor fu pieno d’ira e il suo aspetto si alterò nei confronti di Sadrac, Mesac e Abdènego, e ordinò che si aumentasse il fuoco della fornace sette volte più del solito. Poi, ad alcuni uomini fra i più forti del suo esercito, comandò di legare Sadrac, Mesac e Abdènego e gettarli nella fornace di fuoco ardente. I servi del re, che li avevano gettati dentro, non cessarono di aumentare il fuoco nella fornace, con bitume, stoppa, pece e sarmenti. La fiamma si alzava quarantanove cùbiti sopra la fornace e uscendo bruciò quei Caldèi che si trovavano vicino alla fornace. Ma l’angelo del Signore, che era sceso con Azarìa e con i suoi compagni nella fornace, allontanò da loro la fiamma del fuoco della fornace e rese l’interno della fornace come se vi soffiasse dentro un vento pieno di rugiada. Così il fuoco non li toccò affatto, non fece loro alcun male, non diede loro alcuna molestia.Allora il re Nabucodònosor rimase stupito e alzatosi in fretta si rivolse ai suoi ministri: «Non abbiamo noi gettato tre uomini legati in mezzo al fuoco?». «Certo, o re», risposero. Egli soggiunse: «Ecco, io vedo quattro uomini sciolti, i quali camminano in mezzo al fuoco, senza subirne alcun danno; anzi il quarto è simile nell’aspetto a un figlio di dèi». Nabucodònosor prese a dire: «Benedetto il Dio di Sadrac, Mesac e Abdènego, il quale ha mandato il suo angelo e ha liberato i servi che hanno confidato in lui; hanno trasgredito il comando del re e hanno esposto i loro corpi per non servire e per non adorare alcun altro dio all’infuori del loro Dio».
C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Sal.Dn 3
RIT: A te la lode e la gloria nei secoli.
lode10Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri, Benedetto il tuo nome glorioso e santo. RIT
Benedetto sei tu nel tuo tempio santo, glorioso, Benedetto sei tu sul trono del tuo regno. RIT
Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi e siedi sui cherubini, Benedetto sei tu nel firmamento del cielo. RIT

CANTO AL VANGELO

Gloria e lode a te, Cristo Signore!
Beati coloro che custodiscono la parola di Dio con cuore integro e buono
e producono frutto con perseveranza.
Gloria e lode a te, Cristo Signore!

VANGELO

Gv 8, 31-42 - Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati INSEGNA5schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?».Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro».Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro».
Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato».
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

COMMENTO

Voi fate le opere del padre vostro.
Continua anche nel Vangelo odierno la disputa di Gesù con i Giudei. L’evangelista Giovanni precisa che Egli ora parla con quei giudei che avevano già creduto in Lui. Gesù non si trova di fronte a qualcuno che si dichiara lontano dalla fede o chi non vuole impostare la sua vita lontano da Dio. Gesù si rivolge a chi volto41sta cercando Dio con tutto l’affanno del limite umano; Egli si rivolge anche a chi proclama la sua fede, con i limiti e delle debolezze che possono produrre ipocrisia e un certo fondamentalismo. Gesù però sa rivolgersi sempre all’uomo, rispettandolo nella sua coscienza e appagando le sue esigenze più profonde. La sua risposta è sempre completa e chiara. In questo possiamo trovare la vera libertà. La libertà è infatti uno dei desideri più profondi dell’uomo ed una delle sue aspirazioni più alte. La libertà può essere intesa e rivendicata in molti modi diversi. La vera libertà non può essere però disgiunta dalla verità. In Gesù scopriamo di essere figli di Dio e fratelli in Gesù. Libertà è l’espressione dell’uomo che scopre quindi dei rapporti di fratellanza nei quali possono albergare la giustizia, la pace, il rispetto. Ogniqualvolta invece si cerca di alimentare il proprio egoismo non si realizza la libertà ma si calpesta la dignità dell’uomo. Riconosciamo in Gesù allora la nostra vera guida per fare le opere del Padre. Non seguiamo l’egoismo che può nascere dai nostri cuori e scopriamo in queste opera la vera realizzazione dell’Amore.(Preparato dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire)
abbraccio6 (2)

PREGHIERA DELLA SERA

Padre santo e misericordioso, che nel Tuo Figlio ci hai fatto dono della vera libertà, fa’ che comprendiamo il valore di essere e di vivere come Tuoi figli per cantare sin d’ora il canto dei redenti. In cambio Ti affidiamo, le gioie e le fatiche, le rinunce e gli atti di carità che siamo riusciti a fare in questo giorno e Ti ringraziamo con tutto il cuore per tutto quello che fai per noi e ci dai ogni giorno. Amen.

Beato Tommaso di Tolentino

frate martire (ca. 1260-1321) 9 AprileB. Tommaso di Tolentino
Tra i più accesi sostenitori dell’ideale di povertà in conformità della Regola, fu per questo motivo imprigionato due volte e all’ultimo processo, per aver attaccato l’Islam e Maometto, venne decapitato.
Tommaso di Tolentino entrò a far parte dell’Ordine dei Frati Minori in giovane età; fu un seguace di Angelo Clareno e dei francescani spirituali, le cui idee radicali sulla povertà furono condannate, e per questo Tommaso di Tolentino venne imprigionato. L’Ordine francescano è diviso su un problema capitale: per una parte di essi la povertà significa rinuncia a qualsiasi tipo di beni personali, usando solo quelli della comunità; ma altri la intendono più radicalmente, come privazione di tutti i beni. Il contrasto è vivace particolarmente fra i francescani di Provenza, di Toscana, e tra quelli della Marca di Ancona, «anticamente adornata – a modo che il cielo di stelle – di santi ed esemplari frati», come si legge nei Fioretti. Qui il movimento degli “spirituali” si ispira in particolare a frate Angelo da Cingoli (detto poi Clareno) e il leader locale è appunto Tommaso da Tolentino. Il conflitto, dapprima interno all’Ordine, rischia di investire la Chiesa; e allora per gli uomini di punta del movimento arrivano i processi e la detenzione. Anche a frate Tommaso di Tolentino tocca questa sorte, due volte. Ma, ritornato in libertà, si aprono per lui e per molti altri “spirituali” i campi dell’attività missionaria.
Al momento del suo rilascio, nel 1289, fu ispirato dallo stesso ardore missionario che aveva condotto i primi francescani a diffondere il Vangelo il più ampiamente possibile. La sua prima missione lo portò in B. Tommaso di Tolentino1Armenia, dove con altri quattro francescani operò con successo al rafforzamento della Chiesa e alla riconversione di molti che si erano allontanati a causa dello scisma; a quell’epoca il paese era minacciato dai musulmani turchi e Tommaso ritornò in Europa a cercare sostegno per una crociata contro di loro, ma senza successo. Andò nuovamente in Armenia per predicare, accompagnato questa volta da un gruppo di dodici confratelli e si trasferì poi più a oriente, in Persia, programmando una spedizione in India e Cina. Fu di nuovo in Europa durante il pontificato di Clemente V (1305-1314) che incontrò in Francia.
Sentiti i suoi resoconti sulle missioni, il papa nominò un arcivescovo come legato pontificio per l’Oriente, con sette vescovi francescani suffraganei. Mancano notizie su di lui per il periodo 1308-1320 ed è probabile che Tommaso di Tolentino ne abbia trascorso una parte in India o in Cina. Certamente partì per quelle terre nel 1320 da Ormuz, nel Golfo Persico, con tre compagni, Giacomo di Padova, Pietro di Siena e Demetrio di Tiflis, un fratello laico che fungeva da interprete. La loro barca s’incagliò vicino a Bombay e trovarono rifugio nella città di Tana presso alcuni cristiani nestoriani, prima di essere arrestati dai governatori musulmani. Al processo, Tommaso da Tolentino non solo difese i propri princìpi cristiani ma attaccò anche l’islam e Maometto e fu per questo condannato; i quattro vennero fustigati, torturati e infine decapitatiIl B. Odorico da Pordenone (14 gen.) si fermò a Tana sulla via del ritorno dalla Cina nel 1326, recuperò il corpo del martire e lo trasferì poi a Xaitou in Cinail capo fu infine riportato a Tolentino. Il suo culto fu approvato nel 1894 con un decreto che citava solo Tommaso, anche se tutti e quattro i martiri erano venerati e menzionati nei primi martirologi francescani.
Fonte: Il primo grande dizionario dei santi di Alban Butler /Domenico Agasso di Famiglia Cristiana su http://www.santiebeati.it/dettaglio/90671

martedì 8 aprile 2014

Santa Giulia Billiart

fondatrice (1751-1816) 8 Aprile
Un voto privato di castità a 14 anni, uno spavento che la 5Santa GIULIA BILLIARTrende immobile fino a che non comprende quale sia la sua missione e una novena al Sacro Cuore che le ridà l’uso delle gambe; questo e una capacità di parlare di cose spirituali come un teologo ne segnano il cammino.
Maria Rosa Giulia Billiart nacque a Cuvilly in Piccardia nel 1751, da genitori piuttosto benestanti che gestivano un piccolo negozio e coltivavano la terra. Nel 1767 la famiglia perse le proprie ricchezze e Giulia dovette farsi carico di pesanti lavori manuali per contribuire al sostentamento della famiglia. Era già stata notata per il suo fervore dal parroco, che le aveva permesso di ricevere la prima comunione a soli nove anni e di fare un voto privato di verginità a quattordici; aveva poi iniziato a insegnare catechismo ai bambini più piccoli e agli agricoltori della parrocchia, e a visitare gli ammalati, mantenendo gli impegni anche quando ebbe un lavoro stabile. Poco più che ventenne, la sua vita cambiò improvvisamente quando qualcuno tentò di ferire o di uccidere suo padre: l’uomo era seduto in casa con la figlia quando uno sparo attraversò la finestra. Giulia Billiart si spaventò a tal punto da subire una paralisi nervosa che gradualmente le impedì di camminare e le causò dolori terribili. Le cure la fecero solo peggiorare e, intorno ai trent’anni, era completamente invalida e incapace di stare in piedi.

Video-storia

Il parroco continuò a esserne la guida spirituale e la esortò a continuare le lezioni di catechismo dal letto; portò così avanti il suo apostolato, divenendo consigliera spirituale 5Santa GIULIA BILLIART1di un numero sempre maggiore di persone, spronandole, ogni qualvolta possibile, a ricevere la comunione con frequenza. Alcune ricche signore cominciarono a farle visita, colpite da ciò che avevano sentito riguardo alla sua pazienza, santità e buon umore. In seguito soffrì di convulsioni tali che la gente la disse posseduta dal demoniomangiava pochissimo e sembrò più volte sul punto di morire, tanto che le fu impartita l’estrema unzione cinque volte.
Quando scoppiò la Rivoluzione nel 1789, Giulia Billiart fu accusata di dare rifugio a sacerdoti “refrattari”, di essere una fedele sostenitrice della Chiesa prerivoluzionaria e amica dei nobili. Fu fatta uscire di nascosto da Cuvilly su un carro da fieno dai suoi amici e passò i successivi tre anni nascondendosi a Compiègne, trasferita di casa in casa e soffrendo di dolori sempre più forti: la malattia peggiorò al punto che perse la parola per molti mesi. In questo periodo ebbe una visione  particolare nella quale vide il Calvario circondato da religiose in abiti insoliti e udì una voce che le diceva:
«Guarda queste figlie dello spirito che ti dò in un istituto contrassegnato dalla croce».
Quando cessò il regime del Terrore, Giulia Billiart si trasferì ad Amiens, dove fece conoscenza con una giovane devota e ben istruita, Francesca Blin de Bourdon, viscontessa di Gézaincourt, destinata a diventare, da quel momento in avanti, sua fedele compagna, co-fondatrice del nuovo istituto e sua prima biografa. Una nuova persecuzione le fece trasferire a Bettencourt, dove ripresero però l’insegnamento del catechismo agli abitanti del paese  e dove incontrarono padre Giuseppe Varin. Egli fu un loro appassionato sostenitore, convinto che Giulia Billiart fosse stata chiamata da Dio a compiere qualcosa di grande per la Chiesa; sotto la sua guida, tornate ad Amiens, fondarono nel 1803 la congregazione conosciuta con il nome di suore di Nostra Signora di Namurdedicata all’educazione cristiana, all’istruzione dei poveri e alla formazione degli insegnanti.
A Giulia Billiart e Francesca Blin si unirono altre due o tre persone; Varin fornì loro una regola provvisoria e le prime sorelle pronunciarono i voti religiosi nel 1804, anno in cui Giulia guarì anche dalla malattia che la aveva resa invalida per tanto tempo. Era in corso una 5Santa GIULIA BILLIART2missione parrocchiale nella città, nella quale le nuove suore avevano preparato alcune donne a ricevere i sacramenti. Uno dei sacerdoti organizzò una novena al Sacro Cuore per ottenere la guarigione di Giulia e poi, parlando privatamente con lei, le disse:
«Madre, se avete fede, fate un passo in onore del Sacro Cuore».
Erano passati ventidue anni da quando si era immobilizzata, e quel giorno riuscì per la prima volta a camminare. Tanti furono gli istituti e le congregazioni femminili fondati nel XIX secolo che è facile dimenticare gli elementi innovativi nell’opera di Giulia Billiart. Abbandonò la divisione abituale tra suore consacrate e secolari, lasciando le suore libere di uscire dal convento e lavorare nelle scuole, eliminando perciò la clausura. La forma principale di autodisciplina stava nella preparazione coscienziosa delle lezioni e nel duro lavoro in classe.
Giulia, cosciente della difficoltà di conciliare la vita contemplativa con quella pratica, scrisse:
«La nostra è una delle vocazioni più difficili, perché dobbiamo vivere una vita interiore in mezzo a un lavoro esterno. Ma se andasse perduta la vita interiore, la nostra congregazione non durerebbe, oppure, se sopravvivesse, sarebbe solo una vita esteriore caratterizzata dalla piatta abitudine [ . . . ] ».
5Santa GIULIA BILLIART3Ma alle parole Giulia unì l’esempio e, come una giovane sorella raccontò, mostrò loro dal vivo «come si possa vivere da soli con Dio, anche in mezzo a una classe numerosa di bambini».
Dopo la guarigione Giulia Billiart passò alcuni mesi aiutando i Padri della Fede nella loro opera missionaria, istruendo coloro che, a causa delle distruzioni della Rivoluzione, non avevano ricevuto un’educazione religiosa. Era preoccupata dall’apparente perdita di fede del paese, uno dei motivi principali della sua opera didattica. Dal 1804 fino alla morte avvenuta nel 1816, fu sempre in viaggio e fu responsabile della rapida espansione dell’istituto; aprì scuole in diciannove centri di Francia e Belgio e predispose le tappe successive: scuole per poveri, collegi residenziali e scuole particolari, gruppi professionali e centri di formazione per insegnanti. L’educazione dei poveri era la sua principale preoccupazione:
«Lo scopo principale del nostro istituto è l’istruzione dei poveri. Se smettessimo di aiutare i poveri, non staremmo più realizzando il compito affidatoci».
L’istruzione formale di Giulia Billiart era stata limitata e lei fece sempre riferimento con disprezzo alla propria ignoranza; le altre sue qualità compensavano comunque ampiamente la scarsa formazione scolastica e la sua opera permase «perché era la creazione di una donna sagace, una guida per natura, che univa la capacità di sostenere impegni enormi alla tranquillità del riposo interiore» (Linscott).
L’espansione dell’attività dell’istituto non fu scevra da difficoltà. Varin fu sostituito come cappellano da un sacerdote meno comprensivo, intenzionato a interferire con la regola, e che, quando fu contrastato da Giulia e Francesca, mise loro contro il vescovo d’Amiens. Alla fine la comunità abbandonò la città e trasferì la casa madre a Namur, da cui il nome di Sorelle di Notte Dame di Namur. Vi furono tentativi di staccare alcune delle sorelle da 5Santa GIULIA BILLIARTGiulia e talora i sacerdoti facevano sorgere dei problemi perché ritenevano di dover avere maggiore controllo sui conventi sorti nelle loro parrocchie. Per un insieme di cause si giunse alla chiusura di tutti i conventi e le scuole di Francia e, nel 1815, vari monasteri in Belgio furono saccheggiati dai soldati, prima e dopo la battaglia di Waterloo.
Scrisse: «Non siete qui solo per insegnare ai bambini la scienza, la letteratura, le attività pratiche. Queste non sono le cose essenziali del nostro lavoro. Ciò che importa è la cura delle anime [...] mettere i bambini sulla via della salvezza»; e ancora: «lo scopo che ci prefiggiamo nell’insegnamento è la formazione di buoni cristiani che sappiano gestire la propria casa, la propria famiglia e i propri affari».
Allo stesso tempo non la soddisfaceva infondere semplicemente la dottrina e la pratica abitudinaria delle devozioni, poiché voleva educare «il bambino intero: cuore, mani e testa» e svilupparne i propri doni naturali. Questo sviluppo veniva aiutato insegnando a pensare con la propria intelligenza, poiché era contraria all’apprendimento mnemonico:
«Dovete insegnare loro a pensare. Se memorizzano e ripetono solamente, non capiranno mai cosa stanno facendo».
È importante non interpretare queste idee in senso troppo moderno; era infatti anche molto chiara su ciò che doveva essere insegnato ai bambini: catechismo, lettura, scrittura e aritmetica, canto e cucito, una forma semplice di educazione fisica e, come hobby, il giardinaggio.
Una volta acquisiti i concetti essenziali, avrebbero potuto continuare con altre materie, anche se era sicura che «ballo e pittura, dizione e comportamento» non sarebbero mai dovuti entrare nelle scuole: sapevano di artificiosità e apparivano ai suoi occhi come una perdita di tempo. Per gli stessi motivi si dichiarava contraria alla lettura 5Santa GIULIA BILLIART1dei romanzi. Alla domanda su cosa dovessero imparare i bambini più grandi, rispondeva: «Insegnate loro tutto ciò che è necessario per prepararli alla vita». Desiderava anche sperimentare e rifuggiva dal dare troppe regole; indicava i principi generali senza fissare i particolari. Scrisse a una superiora: «Semplicemente non formulerò leggi su queste cose. No, no, no, no! Dirò “no” fino a domani se vuoi!» In un’altra occasione scrisse: «Forza, forza, decidi tu questa volta. Meglio sbagliare che rimanere paralizzati».
Per comprendere la spiritualità di Giulia Billiart bisogna attingere a ciò che altri scrissero su di lei, poiché ella non scrisse nulla su di sé. Francesca Blin era colei che la conosceva probabilmente meglio di chiunque altro e per questo è interessante la sua descrizione di Giulia: «Tramite le esperienze più difficili imparò il distacco dalle cose create e la verità che solo Dio non muta. Le sue difficoltà le insegnarono l’instabilità dell’aiuto dell’uomo e si affidò totalmente a Dio, sua guida e sostegno fedele». Giulia stessa, a chi le chiedeva di spiegare alle sorelle che cosa intendesse dire invitando sempre le sorelle alla semplicità, rispondeva: «I semplici si preoccupano solo di pensare a Dio e al suo dolce piacere; cercano Dio nell’umiltà, confidando e abbandonandosi alla sua volontà; vivono in gioia e pace».
Questo affidarsi a Dio, nell’abbandono al volere divino, si rivela in una delle sue preghiere preferite:
«Possa Gesù Cristo vivere in noi e possa io vivere per null’altro che il suo puro e santo amore. Possa quest’amore consumarmi in ogni istante della mia vita così che io possa diventare una vittima dell’amore. Sia lodato Gesù Cristo, sia lodata Maria!».
5Santa GIULIA BILLIART3La grande stima attribuita ai suoi consigli spirituali è testimonianza della ricchezza della sua vita interiore. Dio la fece dono di estasi e miracoli. Un parroco locale affermò che la ascoltava con «ammirazione e la trovava edificante. Questa donna, la cui istruzione non era andata oltre la scuola di paese, parlava di cose spirituali come un teologo o un padre spirituale, dotata della più alta saggezza spirituale [...] e con fluidità e abbondanza». Un altro sacerdote, suo confessore per un certo periodo, scrisse: « Era sufficiente vederla, o parlarle, per essere convinti che lo Spirito di Dio dirigesse i suoi pensieri, i suoi sentimenti e la sua vita intera».
Alla fine del XIX secolo le suore di Notte Dame si erano diffuse negli Stari Uniti, Gran Bretagna, Guatemala, Repubblica Democratica del Congo e Zimbawe. Nel XX secolo avevano raggiunto Giappone, Cina, Brasile, Perù, Nigeria e Kenya, a testimonianza della verità delle parole di Giulia: «Non si può essere nostalgici del passato e non si può essere ansiosi per il futuro, lo ripeto, per il futuro». Giulia Billiart si ammalò nel gennaio 1816 e morì l’8 aprile. Le sue spoglie furono traslate nel 1882, fu beatificata nel 1906 e canonizzata nel 1969.
Fonte: Il primo grande dizionario dei santi di Alban Butler

Madonna della Basella

Urgnano (BG) ITALIA – 8 aprile 1356
Madonna della BasellaNella notte tra il 7 e l’8 aprile era caduta una forte brinata e per vederne i danni una ragazzina corre nei campi del padre per constatarne i danni e mentre piange disperata per la desolazione che ha causato ecco apparirle innanzi una Signora con un Bambino che le allunga la mano… 
L’8 e il 17 aprile 1356 la vergine apparve a Marina Cassone, una contadinella quindicenne. Nella notte tra il 7 e l’8 aprile era caduta una forte brinata che aveva devastato la campagna; la mattina seguente la ragazza corse nel campo paterno, detto la Basella, per vedere i guasti causati. Constatata la distruzione delle coltivazioni, scoppiò in un pianto dirotto. Proprio allora le apparve una Signora, con un Bambino che le dava la mano, che la rincuorò, dicendole inoltre che dopo nove giorni sarebbe dovuta ritornare in quello stesso luogo e che le avrebbe detto chi ella fosse e che cosa voleva da lei.
Il 17 aprile Marina rivide la Signora, ancora col Bambino, che le disse di essere la “Regina del Cielo”, chiedendole di fare voto di perpetua verginità e soggiungendole che le era apparsa per consolazione sua e degli abitanti di Urgnano. Le chiese, inoltre, di fare scavare nel luogo ove posava i piedi perché:
04-Santuario_Madonna_Brina-Sotto queste pietre troveranno un altare a me dedicato. Dirai che, appena la mia chiesa sarà riedificata, un sacerdote novello celebri qui la sua prima messa per le anime dei defunti qui sepolti. Sappi che, se sapessero la devozione di questa chiesa, perfino gli sciancati si farebbero portare qui. Dirai poi che ti confezionino una veste color rosso e celeste, che tu porterai tutte le domeniche venendo a questa chiesa. Inoltre ti sceglierai nove vergini, con le quali starai nella chiesa di Urgnano dalla prossima domenica delle Palme fino all’ora della Resurrezione di Cristo. In seguito verrai tutte le domeniche con queste fanciulle a questa chiesa e visiterai anche tutte le chiese del territorio di Urgnano“.
Dapprima la ragazza non fu creduta, ma in seguito si scavò e si trovò ciò che era stato annunciato. Il 1° maggio dello stesso anno il vescovo Lanfranco pose la prima pietra del santuario che venne edificato in soli tre mesi e allargato un secolo più tardi.
Nel secolo successivo il condottiero Bartolomeo Colleoni fece ingrandire il santuario e costruire anche un convento, affidandolo ai frati Domenicani perché celebrassero i sacri riti ed assistessero spiritualmente i pellegrini. Tutto continuò fino al 1784, quando il convento fu soppresso dalla Repubblica Veneta. Cento anni dopo il parroco di Urgnano si riappropriò della chiesa e del convento e cominciò i restaurinel 1920 il convento fu affidato ai Padri Passionisti. Nel 1921 vi fu la cerimonia dell’incoronazione del gruppo statuario del santuario. Ora esso, con i suoi antichi affreschi, è ritornato ad essere centro di devozione e di pellegrinaggio.
Santuario Madonna della Basella
Il santuario della Madonna della Basella, sorge a circa tre chilometri dal paese, è diventata chiesa sussidiaria per i circa mille abitanti della zona; raggiungibile con autobus o mezzo privato, è aperto tutti i giorni (ore 6,30-11,30 e 14,30-18,30).

Si celebrano la festa dell’Angelo (vicina alla data dell’apparizione) e la domenica più prossima all’8 settembre (a ricordo dell’incoronazione). Nel 1956, nella ricorrenza del sesto centenario dell’apparizione, vi fu festa solenne con la presenza dell’allora Cardinale Angelo Roncalli.
Fontihttp://www.mariadinazareth.it/apparizione%20basella.htm; Notizie tratte dal libro:”Apparizioni mariane” di M.Gamba ; Ed.Segno

Letture di martedì 08 aprile 2014

LETTURE DI MARTEDÌ

08 aprile 2014

V Settimana del Tempo di Quaresima

Stà in attesa del Signore, prendi forza e coraggio; tieni saldo il tuo cuore e spera nel Signore.

PREGHIERA DEL MATTINO

Dio onnipotente, Il Tuo aiuto, ci renda perseveranti nel Tuo servizio, perché anche nel nostro tempo la Tua Chiesa si accresca di nuovi membri e si rinnovi sempre nello Spirito Santo. Per Cristo nostro Signore. Amen

PRIMA LETTURA

Nm 21, 4-9 - Dal libro dei Numeri.
Moses e il serpente di bronzoIn quei giorni, gli Israeliti si mossero dal monte Or per la via del Mar Rosso, per aggirare il territorio di Edom. Ma il popolo non sopportò il viaggio. Il popolo disse contro Dio e contro Mosè: «Perché ci avete fatto salire dall’Egitto per farci morire in questo deserto? Perché qui non c’è né pane né acqua e siamo nauseati di questo cibo così leggero». Allora il Signore mandò fra il popolo serpenti brucianti i quali mordevano la gente, e un gran numero d’Israeliti morì. Il popolo venne da Mosè e disse: «Abbiamo peccato, perché abbiamo parlato contro il Signore e contro di te; supplica il Signore che allontani da noi questi serpenti». Mosè pregò per il popolo. Il Signore disse a Mosè: «Fatti un serpente e mettilo sopra un’asta; chiunque sarà stato morso e lo guarderà, resterà in vita». Mosè allora fece un serpente di bronzo e lo mise sopra l’asta; quando un serpente aveva morso qualcuno, se questi guardava il serpente di bronzo, restava in vita.
C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Sal.101
RIT: Signore, ascolta la mia preghiera.
preghiera (4)Signore, ascolta la mia preghiera, a te giunga il mio grido di aiuto. Non nascondermi il tuo volto nel giorno in cui sono nell’angoscia. Tendi verso di me l’orecchio, quando t’invoco, presto, rispondimi! RIT
Le genti temeranno il nome del Signore e tutti i re della terra la tua gloria, quando il Signore avrà ricostruito Sion e sarà apparso in tutto il suo splendore. Egli si volge alla preghiera dei derelitti, non disprezza la loro preghiera. RIT
Questo si scriva per la generazione futura e un popolo, da lui creato, darà lode al Signore: «Il Signore si è affacciato dall’alto del suo santuario, dal cielo ha guardato la terra, per ascoltare il sospiro del prigioniero, per liberare i condannati a morte». RIT

CANTO AL VANGELO

Gloria e lode a te, Cristo Signore!
Il seme è la parola di Dio, il seminatore è Cristo: chiunque trova lui, ha la vita eterna.
Gloria e lode a te, Cristo Signore!

VANGELO

Gv 8, 21-30
Dal Vangelo secondo Giovanni
croce 15In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «Io vado e voi mi cercherete, ma morirete nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete venire». Dicevano allora i Giudei: «Vuole forse uccidersi, dal momento che dice: “Dove vado io, voi non potete venire”?». E diceva loro: «Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che Io Sono, morirete nei vostri peccati».Gli dissero allora: «Tu, chi sei?». Gesù disse loro: «Proprio ciò che io vi dico. Molte cose ho da dire di voi, e da giudicare; ma colui che mi ha mandato è veritiero, e le cose che ho udito da lui, le dico al mondo». Non capirono che egli parlava loro del Padre. Disse allora Gesù: «Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli sono gradite». A queste sue parole, molti credettero in lui.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

COMMENTO

Io sono.
Così Gesù proclama nel Vangelo di oggi la sua Divinità. I suoi interlocutori, i farisei, capiscono bene ciò; infatti hanno sì presente che così Dio si rivelò a Mosè nel roveto che ardeva. In questa dichiarazione di Gesù vi è però una novità importante. Egli si dichiara Dio e manifesta la divinità nel proclamarsi come il Figlio che compie le opere del Padre. Il Dio si rivela all’uomo nella pienezza tramite l’umanità di Gesù e si rivela nel suo profondo mistero trinitario. Anche per noi è importante questa rivelazione, ci apre il cuore e ci rende possibile accoglierlo croce1 (2)nella completezza del suo messaggio. Nel manifestarsi come Dio, Egli invita a credere in Lui per la salvezza. Si sta rivolgendo certamente a quei farisei che ancora hanno delle difficoltà ad accogliere la sua parola di salvezza. Gesù però si sta rivolgendo a tutti noi con una esortazione di grande consolazione. Credere in Gesù non significa soltanto scrutare le Sacre Scritture a livello intellettuale ma leggerle come mezzo della nostra salvezza. Significa affidarsi alla salvezza e redenzione di Dio e scoprire quindi in Gesù il Dio che è diventato nostro fratello che ci guida, il Dio Padre che ci ama come dei figli e il Dio Amore che infonde in noi il suo Spirito di amore, perché anche noi possiamo amarci come ci ha amati Lui.(Preparato dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire)

PREGHIERA DELLA SERA

gruppo di preghiera2
Padre, ascolta le nostre preghiere, ti supplichiamo anche per chi non ha voce. Fa’ che guardiamo con fiducia alla croce di Cristo salvatore, che ha accettato per noi di scendere nell’abisso del dolore e della morte, In cambio Ti affidiamo, le gioie e le fatiche, le rinunce e gli atti di carità che siamo riusciti a fare in questo giorno e Ti ringraziamo con tutto il cuore per tutto quello che fai per noi e ci dai ogni giorno. Amen.